Il vaso di Pandora scoperchiato dal deflagrare della guerra in Ucraina

Esteri
Parrebbe proprio che il ben evitabile e non scientemente evitato ricorso al conflitto armato, per una prefigurata risoluzione di problematiche regionali nell’Ucraina orientale russofona, sia nei fatti equiparabile all’insieme degli effetti imprevedibili e nefasti, che nell’accezione comune si identificano con il detto dello “scoperchiare il vaso di Pandora”.
Da tale “scoperchiamento” è andato purtroppo disperso quel complesso di principi che, fino ad allora, avevano governato l’assetto delle relazioni fra Stati sovrani tramite un condiviso ricorso a tutti gli strumenti della diplomazia e del diritto internazionale in un ben ordinato contesto. Si è così, d’un tratto, fatto un repentino salto storico-temporale all’indietro, con un ritorno alla legge della giungla!
Nel contempo -sempre secondo il significato della suddetta metafora- è rimasto in fondo al vaso solamente il diffuso sentimento della stragrande maggioranza dei cittadini tutti, ovunque nel mondo, della speranza di un ritorno al buon senso di potere nuovamente agire per il bene comune. Ciò di fronte allo scatenarsi delle prepotenti prevaricazioni nonché delle disoneste menzogne da parte dei singoli “più potenti” nel contesto internazionale odierno.
L’effettivo benessere dei cittadini degli Stati Membri dell’Unione Europea ne è la prima vittima, in virtù della perniciosa inconsistenza -e conseguente irrilevanza- politica della stessa Unione, nel suo articolato complesso. Unione Europea come cieca pertanto di fronte ai palesi avvisi da parte dell’allora governo statunitense dell’interesse primario di quest’ultimo ad eliminare dalla scena internazionale l'”Europa”, astutamente destinandola così a raccogliere tutti i cocci della guerra in Ucraina ed a pagarne essa stessa il prezzo!
E’ mancato alla Unione Europea il realismo dettato da una adeguata conoscenza della storia, che nel caso specifico avrebbe dovuto far utilmente riflettere sulla vetusta e superata tesi del “contenimento militare”  della Russia da parte della politica di difesa degli Stati Uniti d’America in allora perseguita da Victoria Nuland, conseguentemente ed intelligentemente disconosciuta poi dalla persona del Presidente Biden, senza che l’UE neanche se ne accorgesse.
Purtroppo, per una sfortunata concomitanza di eventi della sua situazione politica domestica, l’Italia non seppe non scivolare in un coinvolgimento -se pur parziale- nel conflitto armato che si scatenò in Ucraina, rendendo così impossibile nell’odierno uscirne, come la maggioranza dei suoi cittadini di certo vorrebbe, causa l’ormai irrimediabile danno economico e sociale causato loro da tale guerra. Sicuramente l’inadeguatezza dell’Unione Europea, cos’ com’è oggi, ha nei fatti contribuito a tale accaduto.
Come qui sopra descritto, ci resta solo la speranza, rimasta sul fondo del vaso di Pandora, che il caos bellicista creatosi oggigiorno nel mondo non peggiori -ahinoi- ulteriormente … È rimasta la solitaria voce di Papa Leone XIV a richiamare, con grande perseveranza e coscienza, un sacro ritorno alla ragione dell’umanità.
Antonio Belloni
autore di : “L’”Italia” La Guerra! La Paura Un Futuro? https://youtu.be/eBg1tg1Bsls
e del pamphlet di attualità politica : “Che Estate! E mo, che facciamo?”  Edizioni BookSprint)

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