Sala mette la parola fine ai giochi per l’assegnazione di un’area al Leoncavallo. Per quanto riguarda il centro sociale escluso dal bando del Comune, per l’area di San Dionigi dopo la mancata integrazione della documentazione richiesta, Sala, a margine del Forum internazionale del Turismo, ha spiegato che piuttosto: “il vero tema è quello che esprimono come difficoltà a sostenere degli investimenti importanti, che noi non abbiamo mai negato”. “D’altro canto – ha aggiunto – in questo momento quello è il luogo che noi possiamo mettere a disposizione e altri non ne abbiamo”. “Capisco che la preoccupazione loro di non poter supportare un investimento così importante crea un problema rispetto a quella situazione”, ha aggiunto Sala, spiegando poi, rispondendo a una domanda a riguardo, di “non essere informato” di eventuali passi avanti nel dialogo invece con il gruppo Cabassi per un ritorno alla storica sede di via Watteau. Cause di forza maggiore, sembra dire, ora non posso fare niente. Dove va a finire il grido “La città è nostra, giù le mani da Milano ecc. ecc.?
Dispiace che la partigiana vicinanza di Sala al Centro Sociale sia quasi condivisione dell’illegalità usata ed abusata, senza un ravvedimento, nel rispetto (schiacciando l’occhio) del bacino di voti che comporta.