Quasi patetico e surreale che si pensi a “nuovi parcheggi” dopo una politica decennale di cancellazione sistematica degli spazi di sosta in città.
Le dichiarazioni dell‘Assessore alla Mobilità, Arianna Censi, a margine dell’evento per i 10 anni di Confcommercio Mobilità a Milano, suonano come una stonatura in un contesto in cui la politica anti-auto della Giunta Sala è costantemente percepita dai cittadini come un’azione mirata alla progressiva e inesorabile eliminazione dei parcheggi su strada.
“Il piano urbano dei parcheggi è una parte del Pgtu, il Piano generale traffico urbano, ed è completato. Aspettiamo la discussione in Consiglio, diciamo che negli ultimi tempi abbiamo avuto anche altre questioni da discutere in Aula”. Questo l’annuncio dell’Assessore Censi che, pur confermando la prontezza del piano, lo relega in attesa di discussione consiliare.
La Contradizione di una Politica Anti-Auto
L’attesa per l’approvazione di un piano che, teoricamente, dovrebbe regolare e, in parte, ampliare le possibilità di sosta, si scontra frontalmente con anni di scelte politiche che hanno ridotto drasticamente il numero di posti auto. Sotto l’amministrazione in carica, i milanesi hanno assistito a:
- Riconversione di migliaia di parcheggi auto in spazi per dehors, piste ciclabili, o semplicemente aree pedonali.
- Aumento esponenziale del costo della sosta e l’estensione degli orari a pagamento.
- Progressiva espansione delle strisce blu a scapito delle strisce bianche.
In questo quadro, la menzione di un “nuovo piano parcheggi” sembra del tutto scollegata dalla realtà vissuta da residenti e commercianti che quotidianamente si trovano a cercare disperatamente un posto libero, costretti ad affrontare una vera e propria caccia al tesoro urbana.
Il Dettaglio sulla Saturazione: Un’Analisi Parziale
L’Assessore ha poi aggiunto: “Il piano tiene conto dell’esigenza dei parcheggi delle auto e anche dell’esigenza dei parcheggi delle moto… è opportuno dire che il sistema dei parcheggi della città non è saturo, sono saturi i luoghi di interscambio: Famagosta piuttosto che Cascina Gobba… ma i parcheggi della città non sono saturi, quindi stiamo negoziando con loro anche un maggiore spazio e l’individuazione di nuovi spazi per le moto”.
Questa affermazione, pur tecnicamente corretta sul concetto di “saturazione totale” a livello statistico, ignora la percezione diffusa. La verità è che, a causa delle continue rimozioni di posti in superficie, sono saturi e quasi impossibili da trovare i parcheggi nei quartieri residenziali e nelle zone ad alta densità commerciale, dove il bisogno è più immediato e vitale per la quotidianità. Concentrarsi unicamente sui parcheggi di interscambio o sulle moto, come se questo risolvesse il problema generale, appare come un tentativo di deviare l’attenzione dalla cronica carenza di posti auto per i residenti causata dalle politiche adottate.
In sintesi, l’annuncio sull’imminente piano, dopo anni di una politica percepita come apertamente ostile all’automobile privata, non fa che alimentare il senso di frustrazione e la sensazione di trovarsi di fronte a una narrazione istituzionale slegata dai fatti concreti della vita urbana a Milano.
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Sono come al solito ridicoli, per non dire altro.