Una lettera al Cio per denunciare che la trattativa tra club e Comune sulla vendita del Meazza e delle aree circostanti. “Non è in linea con il dossier di candidatura delle Olimpiadi” e “dire ‘no’ allo vendita e allo smantellamento del Meazza”.
L’iniziativa, che ha visto circa 200 adesioni, è stata presentata stamane in una conferenza stampa a Palazzo Marino. “A nostro avviso c’è incoerenza tra la lettera di candidatura e quello che si sta facendo”, ha detto Silvio La Corte, curatore di
‘La bolla olimpica’ e promotore della petizione con Duccio Facchini, direttore di Altreconomia, Lucia Tozzi, studiosa di politiche urbane e Luigi Casanova, presidente di MountainWilderness Italia. Nella lettera che sarà inviata nel pomeriggio a Losanna, viene ricordato che per le Olimpiadi Milano-Cortina 2026 non erano previsti nuovi impianti e viene riportato il passaggio in cui si specificava che “la cerimonia d’apertura si terrà nel Giuseppe Meazza Stadium, struttura esistente, pubblica, rinnovata nel 2014, che successivamente ai Giochi manterrà la funzione di ‘stadio calcio'”. “Occorre aggiungere – scrivono i promotori – che lo stesso è classificato dall’Uefa come Euro4, cioè al massimo degli standard richiesti dalla società di Nyon.
Non si deve inoltre tacere, viceversa, che soltanto pochissimi mesi dopo l’assegnazione dei Giochi, l’amministrazione di Milano rinnegò tale indirizzo, andando ad una discussione ufficiale in merito alla vendita dello stadio”. “Come potremo partecipare alla cerimonia d’apertura in tali circostanze, se davvero questa intenzione dovesse concretizzarsi?”, aggiungono. Alla conferenza stampa è intervenuto anche il consigliere comunale dei Verdi, Carlo Monguzzi. “Milano ha promesso delle cose e ora sta facendo il contrario”, ha detto. Presenti in sala anche il consigliere del Pd, Alessandro Giungi e quello del gruppo Misto, Enrico Fedrighini.
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La gestione di milano è in mano ad una massa di ignoranti. Sinistroidi.