Zanzara, fastidioso inconveniente dell’estate, prezioso alleato nella lotta alle epidemie tropicali

Attualità Scienza e Salute

D’estate, ma ormai anche d’inverno, non lasciano tregua, quando sentite quel lieve zzzz addio sonno, ogni tentativo di prendersi a schiaffi quando passano è inutile e se sentite il caratteristico pizzicore è ormai troppo tardi.

Le zanzare non servono proprio a niente? Si e no.

Le loro uova servono come nutrimento a numerosi animali acquatici come pesci e eliminano le acque da microrganismi inquinanti. Da adulte sono cibo per pipistrelli e uccelli, piccoli rettili, giocano un ruolo nell’impollinazione come le api.

Le più diffuse sono le Anophelex, Culex e Aedes, questa nota come zanzara tigre e si sviluppano dove trovano acqua ferma, stagnante.

Sono solo le femmine che pungono, per portare a maturazione le uova che contengono.

Tralasciando la più famosa Anopheles responsabile della malaria, è la Aedes cui si devono i contagi da dengue.

Cos’è la dengue? Una malattia infettiva che probabilmente non ci dice niente, dei paesi tropicali, soprattutto africani, del Nord America del Sud e dell’India, anche diversi casi si sono verificati anche in Italia.

Non esiste cura e la terapia consiste solo nel sostenere fisiologicamente il corpo mentre fa il suo corso, come l’ebola Non è trasmissibile da uomo a uomo, ma solo da zanzara che punge un infetto e poi un sano ed è letale.

Ma perché le zanzare stesse possono essere un valido aiuto per combattere se stesse?

Non esistendo cure specifiche o vaccini, Mediciens Sans Frontieres, con il World Mosquito Program, in Honduras, uno dei paesi più colpiti, ha ideato un metodo geniale.

Il meccanismo è inoculare in laboratorio nelle uova di zanzare, un particolare batterio, la Wolbachia, che nelle zanzare adulte si tramanda anche alle successive generazioni e combatte e debella il virus della dengue e altri arbovirus in modo naturale.

In questo modo i contagi sull’uomo diminuiscono e questi programmi sono stati implementati anche in altri paesi come Colombia, Australia, Messico e Brasile.

La zanzara che combatte se stessa dunque è una realtà e visto che non si può eliminare, almeno che si renda utile.

 

Eleonora Prina

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