Questa storia ha un po’ il sapore paradossale dell’immortale La Busa Nova, ma riguarda una bici. Ce ne parla Franco Vassallo, Noi Moderati, già consigliere di Municipio 7:
“Bicicletta a noleggio, padrone cercasi. Da sei mesi abbandonata nel Parco delle Cave. Ebbene, come ogni buon cittadino ho avvisato, nell’ordine:
1. Polizia Municipale
2. Altre Forze dell’Ordine
3. Manutentori
4. Guardie Ecologiche
5. Amsa
6. Mi sto attrezzando per chiamare il Corpo dei Marines
Ebbene, dopo le numerose segnalazioni, come potete ben vedere, la bici è esattamente nello stesso posto. Ovviamente la ditta proprietaria non verrà mai a riprendersela. A questo punto forse vi starete chiedendo di chi sia la competenza per questo genere di rimozioni. Se lo scoprite fatemelo sapere per cortesia, perché io non sono riuscito a capirlo. L’unica cosa che so per certo è che non è MAI del soggetto con cui stai parlando.
Questa catena di rimpalli è problematica per tre ragioni: prima di tutto scoraggia il cittadino dal collaborare con le istituzioni. Secondo rende la risoluzione di ogni problema, dal più piccolo al più grande qualcosa che noi comuni mortali vediamo passarci sopra la testa. Infine crea degrado. La teoria è quella della ben nota Finestra Rotta, che informò l’azione amministrativa di Rudy Giuliani. Se si lascia per sei mesi una bici là, il segnale è chiaro: nessuno presidia per davvero il territorio. I criminali ne prendono atto e procedono.
Ecco perché non intendo arrendermi, finché quella bicicletta non verrà spostata da là e il Parco delle Cave non riceverà un segnale di sicurezza e ordine.
E ora, se volete scusarmi, devo chiamare il Corpo dei Marines: magari sono loro ad avere la competenza per spostare la bicicletta!”

Giornalista pubblicista, opera da molti anni nel settore della compliance aziendale, del marketing e della comunicazione.
Mi viene da dire “Voglia di lavorare salutami addosso”.
Troppo spesso la polizia locale, le forze dell’ordine, i manutentori delle aree verdi, le guardie ecologiche, gli operatori dell’amsa, ecc… girano lo sguardo dalla parte opposta per evitare di intervenire su questo genere di casi, e pensano ‘non è mio compito’ oppure ‘tanto lo farà un altro..’. Mancano oramai i doveri e le iniziative. Ma anche i controlli su questi soggetti. Sempre che chi deve farlo pensi ”tanto ci penserà un altro a controllare’. Si sposa bene con l’ambiente sala.