MilanoPost Berlusconi e le 4 pagine consegnate a Marina

Il 27 Marzo 1994 Berlusconi vinceva le elezioni. Oggi il suo testamento d’amore

Attualità

Torna il cuore di un uomo, di un politico con la sensibilità in mano nell’ultimo scritto di Silvio Berlusconi reso 27 Marzo 1994 vittoria centrodestrapubblico dalla figlia Marina.

Dedicato a chi ha ascoltato con il cuore il suo messaggio, a chi il 27 marzo del 1994 ha prefigurato speranza e ottimismo per la sua vittoria alle elezioni politiche.

30 anni di conquiste, intuizioni, ma anche di periodi bui, delusioni, incomprensioni, ma quel sorriso costante era la sintesi visiva della sua tenacia, della sua determinazione, del suo amore per l’Italia e sì, un innamoramento nel tempo, anche nelle difficoltà, bussava al suo cuore attento, sicuro di essere capito, valorizzato, nonostante una giustizia ingiusta e la presenza di personaggi discutibili nel movimento Forza Italia.

Ha scritto poche ore prima di morire “Forza Italia è il partito del cuore, Forza Italia è il Partito dell’                        amore, per i propri figli, per i propri propri nipoti, per tutti. Forza Italia è il partito che crede in Dio e nel suo amore per tutti noi. Forza Italia è il partito che aiuta chi ha bisogno. È il partito che dà a chi non ha. Forza Italia è il partito della casa che dovremmo avere tutti. Forza Italia è il partito del mondo senza frontiere, del mondo che si ama, del mondo unito e rispettoso di tutti gli Stati. Forza Italia è il partito del mondo che ama la pace, del mondo che considera la guerra la follia delle follie, dove si uccidono degli altri che nemmeno si conoscono, Forza Italia è il partito del mondo senza frontiere, degli Stati che si aiutano l’un l’altro. Forza Italia è il partito della libertà della democrazia, del cristianesimo, è il partito della dignità, del rispetto di tutte le persone, è il partito del garantismo della giustizia giusta. Ripeto, Forza Italia è il partito della libertà. Forza Italia è il partito per me, per te, per tutti noi…

Quelle parole ci ricordano anche l’Europa dei nostri fondatori dopo il 1945 che dissero: “quanto accaduto non dovrà più accadere”’. La ricerca incessante della pace e della libertà è dentro ogni uomo europeo e nessuno deve dimenticarlo, ma Silvio Berlusconi, ne ha riaffermato i principi. E poi la libertà, una luce ispiratrice assente nel dizionario politico fino al 1994.

Scrive Marina «Quelle quattro pagine le ho poi lette e rilette decine di volte, me le sono rigirate tra le mani per ore, per giorni, e ogni volta mi manca il respiro. Sono un ricordo molto privato, ma io credo sia giusto non rimangano soltanto un ricordo privato. Non contengono nulla di inedito, ma mi piace condividerle con quanti a mio padre hanno voluto bene, con quanti hanno creduto in lui e continuano a credere nelle sue idee».

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