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Affitti alle stelle a Milano: case invivibili e inchieste per abusi edilizi

Milano

Milano si trova di fronte a una crisi abitativa senza precedenti. Gli affitti in città hanno raggiunto livelli vertiginosi, rendendo la ricerca di un alloggio un’impresa ardua e spesso frustrante per molti cittadini. Il prezzo da pagare per un modesto tetto sopra la testa è diventato sproporzionato rispetto agli stipendi medi, creando tensioni e disagi diffusi nella popolazione.

In pieno centro, la situazione raggiunge picchi di assurdità: per un modesto spazio di soli 18 metri quadri, misura minima richiesta per una stanza in un hotel a 3 stelle, si possono sborsare fino a 1300 euro al mese, senza contare le spese extra per corrente, gas e condominio. Ciò che si ottiene in cambio spesso delude le aspettative, con appartamenti spesso troppo piccoli, scarsamente arredati e afflitti da problemi strutturali come muffa e cattiva coibentazione.

Le imprese edili e le società immobiliari ci guadagnano

Questa situazione di emergenza abitativa sembra beneficiare solo le imprese edili e le società immobiliari, come la Bluestone, oggi sotto indagine, che trovano nel mercato immobiliare milanese un terreno fertile per gli affari. La corsa al profitto ha portato alla rapida costruzione di nuovi edifici, con progetti che si concretizzano quasi dall’oggi al domani. Tuttavia, dietro questa frenetica attività edilizia si nascondono ombre oscure di presunti abusi.

Attualmente, la Procura di Milano sta conducendo una serie di indagini su diversi progetti immobiliari, sospettando pratiche di abuso edilizio e lottizzazioni abusive. Le divergenze di interpretazione delle norme tra il comune e la procura hanno scatenato contese legali, con la pubblica accusa che considera questi progetti come nuove costruzioni, mentre il comune li autorizza come ristrutturazioni di edifici preesistenti.

Gli edifici milanesi spuntati come funghi

MilanoPost Park Tower
   Sulle Park Tower inchiesta per abuso edilizio

Diverse inchieste sono in corso su edifici come il palazzo di piazza Aspromonte, i condomini di via Stresa e le Park Towers al Parco Lambro. Queste ultime, in particolare, sono nate a seguito della demolizione di un vecchio capannone che, agli occhi del Comune, avrebbe dovuto subire una ristrutturazione. Invece, oggi, al suo posto, si possono ammirare due grattacieli nelle ultime fasi della loro costruzione e i 113 appartamenti sono quasi tutti venduti. Il più piccolo, di 50 mq, ha un costo di 400mila euro. Tra gli indagati figurano sia gli sviluppatori immobiliari che i funzionari comunali responsabili delle autorizzazioni.

In Via Stresa, Torre Milano, “la torre dei VIP”, ha portato all’indagine di otto persone, tra cui dirigenti del Comune, legali rappresentanti dello sviluppatore e il progettista responsabile dei lavori, Gianni Beretta. L’edificio è stato oggetto di controversie perché l’intervento è stato qualificato come ristrutturazione anziché nuova costruzione, nonostante sostituisse due edifici preesistenti con una torre di 24 piani e un’altra costruzione. La procura ritiene che ciò abbia procurato vantaggi ingiusti agli sviluppatori, violando normative edilizie e causando problemi urbanistici.

MilanoPost torre milano via stresa
Torre Milano via Stresa

Gli indagati sono accusati di abuso d’ufficio per la firma della documentazione relativa al progetto nel 2018.

La situazione è tale che sono state aperte inchieste per abuso edilizio anche su altri progetti, come la demolizione della palazzina Liberty di via Crema e un progetto immobiliare in via Lamarmora. Queste indagini mettono in evidenza la complessità normativa e urbanistica che caratterizza il settore immobiliare milanese, con la procura che lavora per far luce su presunte irregolarità.

In risposta a queste indagini, il Comune ha garantito assistenza legale gratuita ai dipendenti coinvolti, mentre si cerca di chiarire le interpretazioni normative e di mettere in sicurezza i progetti già avviati. Tuttavia, resta il fatto che la crisi abitativa a Milano è una realtà che continua a minare la qualità della vita dei suoi cittadini, mentre il mercato immobiliare prospera alimentato da pratiche discutibili e indagini in corso. La città si trova così ad affrontare una sfida cruciale nell’equilibrare lo sviluppo urbano con la tutela dei suoi abitanti e dell’ambiente circostante.

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