Le case di comunità: fino a 12 ore di attesa per una radiografia al piede

Milano

In Italia, la speranza di un servizio medico rapido ed efficiente sembra essere un miraggio, soprattutto per chi si affida alle Case di Comunità. Promosse come un’alternativa all’affollato Pronto Soccorso, queste strutture stanno deludendo le aspettative dei cittadini, con tempi di attesa che si protraggono fino a 12 ore per una semplice radiografia o una visita specialistica.

Il bisogno di strutture sanitarie in aiuto al pronto soccorso

Il concetto di Case di Comunità è stato introdotto con l’obiettivo di potenziare la medicina sul territorio, fornendo servizi medici immediati per evitare sovraffollamenti nei pronto soccorso. Tuttavia, la realtà sembra essere molto diversa da quanto promesso. Non mancano i servizi televisivi e le lamentele sui social network di pazienti che si sono presentati in Case di Comunità per semplici visite e sono stati rimandati al pronto soccorso, dimostrando il fallimento di questo sistema. L’Unione Europea ha stanziato ingenti fondi, pari a 2 miliardi di euro, per sostenere l’implementazione e il funzionamento delle Case di Comunità. L’intenzione era quella di garantire un servizio medico h24, efficiente e accessibile a tutti. Tuttavia, i risultati finora ottenuti sono ben lontani dalle aspettative.

A cosa servono le Case di Comunità ad oggi?

L’idea iniziale delle Case di Comunità era quella di inaugurare dei luoghi che aiutassero i cittadini a ottenere prestazioni mediche in caso di mancanza del medico di base o di sovraffollamento del pronto soccorso. A Milano, dalla pandemia di Covid-19, sono state inaugurate 19 Case di Comunità, la più recente quella di Macherio, aperta nel dicembre 2023. Tuttavia, basta entrare in queste strutture per comprendere che il loro funzionamento non è ottimale. Dopo anche solo un mese dall’apertura, gli spazi sono ben curati, ma il personale sanitario è assente. Dopo un anno, anche la struttura di ognuna di queste Case di Comunità sembra in completo stato di abbandonoUn altro problema evidente è la necessità di una prescrizione del medico per accedere ai servizi presso le Case di Comunità. A differenza dell’assistenza immediata disponibile nei pronto soccorso, un processo burocratico ostacola l’accesso tempestivo ai servizi presso queste strutture. Un problema più grave riguarda la mancanza di personale medico e infermieristico a tempo pieno. In molte località, soprattutto nelle aree periferiche, i professionisti medici vanno in pensione senza essere sostituiti, lasciando le strutture sottodimensionate e incapaci di rispondere alle esigenze della popolazione. Le strutture sembrano chiuse, i servizi spesso inattivi e la carenza cronica di medici compromette la fornitura dei servizi.

Il futuro delle case di comunità

Cosa ce ne facciamo, dunque, di questi servizi non funzionanti? I risultati delle prestazioni erogate dalle stesse rivelano una situazione lontana dalle aspettative, sollevando dubbi sul reale impatto di queste strutture nel contesto sanitario locale. Nonostante gli investimenti considerevoli, il quadro attuale mostra un numero limitato di Case di Comunità effettivamente operative rispetto a quelle previste. La realizzazione di soli 85 presidi su 206 pianificati in Lombardia solleva dubbi sulla capacità delle istituzioni di implementare efficacemente il progetto. La mancanza di informazioni dettagliate e aggiornate da parte delle istituzioni stesse contribuisce a un quadro di incertezza e preoccupazione.  

Una relazione dell’Istituto Mario Negri mette in luce anche la mancanza di servizi essenziali, come la presenza limitata dei Medici di Medicina Generale e dei Pediatri nelle strutture. Inoltre, le limitate ore di apertura e la mancanza di servizi 24/7 sollevano ulteriori interrogativi sulla reale efficacia delle Case di Comunità nel garantire una risposta tempestiva alle esigenze della popolazione. La mancanza di una presenza costante di professionisti medici e infermieristici potrebbe minare l’obiettivo di offrire un servizio completo e accessibile. In conclusione, il futuro delle Case di Comunità in Lombardia rimane incerto e richiede un impegno urgente da parte delle istituzioni per garantire una corretta implementazione e un funzionamento efficace di queste strutture. La trasparenza e la collaborazione tra le autorità locali e regionali sono essenziali per superare le sfide attuali e assicurare un futuro di successo per le Case di Comunità nella regione.

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