Per Sala è emergenza sicurezza solo quando c’è di mezzo Aler

Milano

Sessanta persone, via Faa’ di Bruno, se le danno di santa ragione. Sono occupanti abusivi delle case Aler. E finalmente, Sala si sveglia e capisce che a Milano c’è un problema. Alleluja. Ce ne parla Franco Vassallo, Responsabile per le politiche abitative e decentramento del coordinamento cittadino di Milano di NOI MODERATI:

“Alla buonora, verrebbe da dire, finalmente al comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza, il Sindaco di Milano si presenta con un problema sicurezza da affrontare. Non era scontato avvenisse e questo la dice lunga, ma ancora più lunga la dice che sia sempre, sottolineo SEMPRE colpa di qualcun altro. Quando vengono accoltellati dei passanti è colpa del governo. Quando si picchiano le famiglie di Rom, la colpa è di Aler che non riesce a sfrattarli. Mai una parola di autocritica sul clima creato dalla sinistra in dodici anni di lassismo al potere.

Non ripeterò qui la solita verità su Aler, ovvero che per sfrattare ci vuole la collaborazione di Palazzo Marino. Non farò l’altra, banale, domanda a cui stiamo tutti pensando: ma dei 500 nuovi vigli promessi, quanti stanno pattugliando la zona della Stazione Centrale? No, qui credo sia in gioco il futuro della città, quindi credo si debba fare un discorso più generale.

È evidente che la città a 15 minuti, l’inclusione per chiunque a prescindere dalle proprie azioni, la brutta tendenza a scaricare i “Ghisa” invece che difenderli siano tutte idee che stanno fallendo. E fallendo presentano il conto. Un conto salato per chi vive a Milano, ma non ha il tenore di vita di Fedez. Questa ormai non è più la città di chi vuole costruire il proprio futuro. È una città con un centro iperprotetto e una periferia in mano ai signori del malcostume.

Si sono spartiti la città, quelli della maggioranza. Al centro i moderati, i rosa, i radical chic. Nella prima periferia i pasdaran del PD e dei diritti a tutti i costi. L’estrema sinistra a costruire un distopico luna park degrado con i loro esperimenti sociali nelle periferie. La Stazione Centrale ha accolto ogni ondata migratoria degli ultimi dieci anni, i risultati si vedono. Le case popolari sono servite per accomodare chiunque spremendo gli Italiani per tentare di contenere il buco. Adesso, con la chiusura di ampi settori della città in nome della pedonalizzazione, tutto questo dilagherà.

In sostanza, la città sognata dai nostri padri è morta, e sulle macerie banchettano i fautori del degrado. Dal centro questo non si vede e in periferia la brava gente ha smesso di crederci e votare. Ma prima o poi anche i buoni, nel loro piccolo, ritroveranno la voglia di lottare. E quel giorno il conto di tutto questo verrà presentato nella sede naturale per queste cose: le urne”

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