Regione, Sgarbi: incompatibilità, ovvio che resto a Roma

Lombardia

 “È ovvio” che resterò a Roma. Così Vittorio Sgarbi in merito a quale sarà la sua scelta, dopo che il Consiglio regionale ha stabilto l’incompatibilità del ruolo di consigliere regionale, per il quale è stato eletto alle scorse elezioni con la lista Noi Moderati-Rinascimento Sgarbi con quello di sottosegretario alla Cultura. “Volevo venire oggi ma il segretario regionale mi ha detto che non era necessario. Oggi mi è stata comunicata l’incompatibilità, ora arriverà la lettera a cui dovrò rispondere, e i primi di giugno verrò a dire”. “Hanno dieci giorni per mandarmi la lettera, da quel momento io ho trenta giorni per rispondere – ha proseguito -. In fase di Consiglio verrò e dirò che sono felice di essere utile ai consiglieri. Ho già cominciato a dare a Caruso indicazioni di collaborazioni con il ministero e abbiamo cominciato a elaborare una strategia per chi il sottosegretario può essere utile alla Regione Lombardia”. Sulla tempistica, il Pirellone chiarisce che, da regolamento dell’Aula, i consiglieri per i quali viene dichiarata l’incompatibilità con altri ruoli hanno dieci giorni di tempo per comunicare la propria scelta e in caso non pervengano comunicazioni da parte dell’interessato scatta automaticamente la decadenza dal ruolo di consigliere regionale. Entro i 30 giorni successivi il Consiglio regionale alla prima seduta utile il Consiglio ne prende semplicemente atto.

 

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