Tutto il peggio dell’Italia in una sola laurea

Milano
Carlotta Rossignoli si è laureata in medicina, congratulazioni. L’Italia, invece, non riesce ad uscire dall’età della prima infanzia e questo infantilismo colpisce ogni settore, come questa vicenda dimostra. Premessa per chiunque si fosse perso gli elementi essenziali di questa triste storia. La protagonista si è laureata in medicina con un anno di anticipo, ripetendo un exploit già compiuto alle superiori.
Poi è successo qualcosa. Alcuni suoi compagni di corso hanno sollevato dei dubbi logistici sul come sia stato possibile farcela. Invidia? Forse. Forse no. Di sicuro è stato l’inizio di uno psicodramma
Lucarelli e gli altri detective da divano
Le accuse emerse hanno alcuni elementi oggettivi: 1. I tempi, apparentemente troppo brevi per fare due anni in uno 2. Alcune procedure degli esami, che sarebbero state personalizzate 3. Impossibilità di una laurea express per tutti. Ora, essendo elementi oggettivamente provabili e falsificabili, un giornalista avrebbe potuto iniziare una inchiesta. Ma questo avrebbe richiesto di muoversi, intervistare, infiltrarsi. Insomma, fare il reporter.
La cosa migliore, nel senso di più efficace a parità di tempo e sforzi, è stata invece rilanciare le accuse e lasciarle sotto forma di dubbio. Tanto in questo paese i venticelli che vengono dal mare diventano immediatamente uragani. E da questo si è generato un disastro social alimentato dai clamorosi errori di comunicazione dell’università Vita Salute del San Raffaele.
Burioni e i cani da guardia del potere
L’iniziale silenzio dell’Università era sacrosanto. Il successivo ed ostinato rifiutarsi di convocare una conferenza stampa mostrando documenti e rispondendo alle critiche (quelle con un minimo fondamento) è stato un errore. Il Magnifico Rettore ci ha provato a mettere una pezza, colpendo le menzogne più evidenti, come gli esami a porte chiuse. Ma era evidentemente troppo poco e troppo tardi. Quindi che si fa?
L’errore della vita.
Alla Lucarelli si contrappone Burioni, personaggio che io personalmente stimo, ma che stavolta ha tradito l’intera premessa alla base del suo metodo: per difendere la Dottoressa ha caricato lancia in resta. Col piccolo dettaglio che, accademicamente, come da lui stesso detto, lui non l’ha mai incrociata. Certo, si fa garante della serietà dell’Università. Ma dall’alto di cosa? Il fatto che non abbia mai visto irregolarità non vuol dire che non ce ne siano state.
Di fatto sta ripetendo la difesa preparata da altri, di cui magari si fida, ma che non si stanno esponendo ad una valutazione dei pari il proprio metodo. Cioè lui si fida perché si fida e ci chiede di fare lo stesso. Ora, per carità, va tutto bene eh, ma non ne esce benissimo la sua coerenza.
Tutti gli altri
Ovviamente c’è stato l’assalto dei compagni che abolirebbero ogni istituzione privata.
Non è mancato il codazzo no vax.
Una fetta abbastanza grande del pubblico avrà sogghignato, perdendo un altro pezzetto di fiducia nel sistema.
Le vittime
Carlotta Rossignoli è la prima e la più danneggiata. Questa storia non se la scrollerà tanto facilmente di dosso. E ad ogni errore, che essendo lei umana sicuramente commetterà, tornerà fuori. Anche lei poteva essere un filo più comunicativa, ma mi rendo conto che non morisse dalla voglia di essere sbattuta in prima pagina per questo. Di sicuro aspettare che passi non è precisamente il massimo, perché il mondo medico è piccolo, ma ha ottima memoria.
La fede pubblica.
Sì, magari sono un romantico, ma in un mondo in cui il metodo scientifico è sotto attacco difendere lo standing della medicina dovrebbe essere una priorità per tutti. Ricordo delle polemiche di qualche mese fa perché l’Ordine di Medici di Padova chiedeva ai medici di imparare ad usare i social. Ecco, lo pensavo allora e lo penso oggi: era una iniziativa sacrosanta. Non ci possiamo permettere scandali in questo momento. E la storia di Carlotta Rossignoli è precisamente questo.
In definitiva
Un pessimo giornalismo ha incontrato una comunicazione molto approssimativa e ha travolto una giovane Dottoressa ed una Nazione, che oggi un po’ più di ieri, ha gravi problemi a fidarsi dei camici bianchi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.