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Il commento di Luciano: 9a giornata di serie A

Sport
Prosegue domenica la giornata n.9, all’ora di pranzo aprono Empoli e Torino.
I granata di Juric rischiano di incappare nel quarto k.o. consecutivo in una partita gestita con manifesta superiorità, a causa di una bellissima rovesciata di destro, ma riescono a salvarsi nel finale con Lukic: all’Olimpico finisce 1-1.
Nel primo tempo i granata dominano in lungo e in largo, gestendo indisturbati i ritmi della partita e creando (e fallendo) tantissime occasioni . Il solito Vlasic, fermato sia dal palo che da un ottimo Vicario, ancora una volta in formato supereroe. Alleato dell’Empoli anche il VAR, che annulla per fuorigioco le reti di Miranchuk e Sanabria (espulso ingiustamente al 10′ e poi solo ammonito da Fourneau dopo revisione al monitor).
Folgorante l’inizio ripresa:  il neo entrato Mattia Destro, che rompe un digiuno che durava in Serie A da 15 partite, batte Milinkovic-Savic con una splendida rovesciata. Solo nel finale il Torino riesce ad evitare la beffa:  disimpegno avventato di VicarioLukic sfrutta un rimpallo e mette dentro il meritato pareggio granata. Un risultato che non soddisfa i padroni di casa, ma per lo meno ferma una striscia di tre sconfitte consecutive.  Empoli ampiamente da rivedere, ma il punto è comunque utile in ottica salvezza.
Udinese – Atalanta 2-2 con gol di Perez
Scontro ad alta quota tra Udinese Atalanta, e partita decisamente godibile, con rovesciamenti di fronte continui. Ma poche, pochissime occasioni in un primo tempo equilibrato, ben giocato e a ritmi alti. Decide una ripartenza della Dea e il gol di Lookman al 35′. Atalanta che con tale risultato rimarrebbe prima con 7 vittorie e 2 pareggi, ritmo pazzesco, deve fare i conti con una Udinese tutt’altro che arrendevole, ma che al 55′ si sgambetta da sola. Muriel atterrato in piena area da Udogie, batte il rigore inevitabile e raddoppia per l’Atalanta, senza esultare in rispetto dei suoi trascorsi friulani.  Partita che con altre squadre in campo potrebbe sembrare chiusa, ma non con queste due. L’Udinese inizia a martellare di brutto in pressing, schiumando rabbia agonistica non comune, l’Atalanta ribatte con altrettanta determinazione ma la carica friulana inizia ad avere peso quando, al 67′, quel diavoletto spagnolo di Deulofeu, stranamente scartato dal Milan, si inventa una punizione da manuale che manda il pallone nel sacco alla destra di Sportiello, forse partito un po’ in ritardo e sorpreso dalla traiettoria diabolica. E l’Udinese la riapre, non solo, ma insiste con un forcing crescente alla ricerca di un pareggio che, a quel punto, non sembra più un miraggio. Ne ha ragione, infatti, perché a furia di sgroppare come un cavallo in rodeo, riesce nell’ennesima impresa che aveva già punito l’Inter e non solo. Arriva al 78′ una grande palla di Pereyra per Perez che, tutto solo in area, mette dentro di testa un palpitante e meritato 2-2. Reazione da squadra che ora dimostra di meritare, al pari dell’Atalanta, una posizione di classifica da primato che la mantiene ad un solo punto di distanza proprio dai bergamaschi di Gasperini, in testa almeno provvisoriamente, in attesa del risultato del Napoli impegnato a Cremona. E dopo una gara a questi livelli, è da chiedersi quante squadre riusciranno a portar via punti a queste due…
Il Monza di Palladino trova il terzo successo consecutivo in Serie A, piegando 2-0 lo Spezia di Gotti. Gli ospiti hanno approcciato meglio al match, creando però pochi pericoli per la porta difesa da Di Gregorio. Dopo i primi 20′, i padroni di casa hanno poi aumentato i giri del motore, alzando il baricentro e trovando un bel gol con un inserimento di Carlos Augusto su assist di Pessina, al minuto 33. Nella ripresa i padroni di casa hanno controllato il match, gestendo il possesso nei primi minuti di gioco e colpendo su calcio d’angolo al 63′, con una zampata letale del solito Pablo Marì, al suo secondo gol in carriera allo Spezia su tre complessivi in Serie A. Inutile la reazione finale degli ospiti, che nel finale hanno assediato l’area di Di Gregorio senza però riuscire a gonfiare la rete. In virtù di questo risultato, dopo un avvio shock, il Monza si issa momentaneamente al dodicesimo posto in classifica, a quota 10 punti.
La Salernitana riprende il cammino. Dopo due sconfitte consecutive, subendo sette gol e segnandone solo uno, i granata battono l’Hellas Verona con il punteggio di 2-1 e trovano la seconda vittoria in campionato. A segno Krzysztof Piatek al 18′  Boulaye Dia al 94′Depaoli al 56′ per il Verona. Tre punti d’oro per la squadra di mister Davide Nicola, che in un colpo solo stacca la zona rossa (delimitata dai 3 punti dell’Hellas Verona) e si lancia all’inseguimento dei primi 10 posti in classifica. Brutto stop invece per gli scaligeri: la squadra di Cioffi si ferma per il quarto turno consecutivo e continua a scendere, dopo la prima e unica vittoria in campionato contro la Sampdoria (datata 4 settembre, oltre un mese fa). I veneti rimangono fermi al 18° posto con 3 punti: brutta situazione.
Passiamo al Napoli, impegnato in quel di Cremona contro la neopromossa locale. Ed è ancora il solito Napoli, che come al solito si diverte mettendo a segno la solita scorpacciata di gol, 4-1 e sistemata anche la pratica Cremonese. Cambiano gli avversari, cambiano le difese e cambiano comunque poco i punteggi degli uomini di Spalletti, per l’ennesima vittoria, comunque questa volta certamente più sofferta. Gara in bilico fino all’ultimo, infatti, allo “Zini” di Cremona e chiusa solamente nel recupero dagli acuti di Lozano e Olivera. Dopo il rigore conquistato da Kvaratskhelia e segnato da Politano al 26′, la Cremonese pareggia con Dessers a inizio di una ripresa giocata alla grande, ma spaccata in due dall’ingresso in campo del Cholito, che apre la strada, poi, alla festa azzurra nei minuti di recupero. E gli azzurri si riprendono così la testa della classifica in solitaria, seguiti a ruota da Atalanta, Udinese e Milan, in attesa di capire chi riuscirà a mettere i bastoni tra le ruote di quella che, attualmente, è una micidiale macchina da goal: 13 nelle ultime 3 partite, tra campionato e Champions, con 3 reti subite.  Ormai i bookmakers si affidano alla legge dei grandi numeri, prima o poi dovrà capitare,  ma chi sarà la squadra “stopper”?
Ultima gara della serata, Roma-Lecce. Altra vittoria, altro 2-1, altro passo verso l’alta classifica. La Roma supera di misura anche il Lecce e si mantiene a contatto con le prime della classe. Anche se con più affanni del previsto, perché i salentini giocano quasi tutta la partita in 10 uomini per l’espulsione diretta di Hjulmand al 22′ (decisione VAR per un contrasto con Belotti, per l’arbitro nemmeno il giallo), però costringono gli uomini di Mourinho a sudarsela fino all’ultimo secondo di recupero. Decidono un colpo di testa di Smalling, di nuovo a segno dopo San Siro, e un calcio di rigore di Dybala per un intervento falloso in area di Askildsen su Abraham. L’argentino ex Juve durante l’esecuzione si fa male, dovendo uscire dal campo a causa dell’ennesimo guaio muscolare della propria carriera. In mezzo c’è spazio anche per una rasoiata vincente di Strefezza, ma l’illusione leccese di portare a casa un pareggio rimane tale. La Roma sale dunque a quota 19, superando momentaneamente la Lazio e portandosi al quinto posto della classifica. E il sogno Champions continua.
Si chiude oggi, lunedì 10 Ottobre, la giornata con l’ultimo incontro con Fiorentina-Lazio, partita che promette discreto spettacolo. Buona settimana ai lettori!

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