Questa è civiltà? 117 i bambini morti in Ucraina

Esteri

L’orrore. Se questa è la civiltà che l’uomo ha creduto di conquistare nei secoli, se la morte è solo un incidente di percorso, se la vita dura un respiro, se la guerra è un incubo che si ripete, se l’uomo diventa bestia feroce…il mondo non ha capito niente.

E i bambini soccombono senza sapere il perché.

I numeri, elencati con la freddezza della cronaca, sono agghiaccianti.

I russi “hanno sequestrato 2389 bambini nel Donbass”

L’ambasciata Usa a Kiev ha rilanciato una notizia del ministero degli Esteri ucraino secondo cui le forze armate russe hanno portato illegalmente in Russia, dalle province di Donetsk e Luhansk, 2.389 bambini ucraini: “Non è assistenza, è un rapimento”, scrivono le autorità americane. Le province di Donetsk e Luhansk, nel Donbass, sono sedi di due repubbliche separatiste filorusse non riconosciute dalla comunità internazionale.

Sono 117 i bambini morti finora in Ucraina a seguito dell’invasione russa e più di 155 sono rimasti feriti. Questo il conteggio fatto dall’ufficio del procuratore generale ucraino e riportato da Ukrinform.

Tank russo colpisce l’auto di una famiglia, 3 morti

Nella regione di Kharkiv, un carro armato russo ha colpito un’auto che trasportava una famiglia con bambini. Tre persone sono morte, tra cui una bambina di 9 anni. Lo annuncia su Facebook l’Ufficio del procuratore generale, come riferisce Ukrinform. “Nella regione di Kharkiv, un carro armato russo ha abbattuto un’auto con una famiglia con due bambini. La famiglia ha gridato che si trattava di civili, sventolando bandiera bianca, ma invano. I genitori e una bambina di nove anni sono morti e un ragazzo di 17 anni è rimasto ferito”, ha dichiarato il Procuratore.

Ma non finisce qui.

E commuove a Kiev quella  famiglia ucraina che è riuscita a sopravvivere alle bombe, la loro foto pubblicata dall’ospedale OhmatditChildren’s ha fatto il giro del web. Olga e suo marito Dmytro sono rimasti feriti a causa di un attacco russo nella capitale ma la loro bimba, di appena un mese, è rimasta illesa. A salvarla l’istinto protettivo di sua madre che le ha fatto da scudo con il proprio corpo. Nello scatto il momento in cui Olga allatta la figlia dal suo letto di ospedale.  

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