La guerra del bene si può combattere anche da Milano

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Nonostante ciò che qualcuno si ostini a credere, se l’Ucraina è stata invasa non è per colpa sua, dei suoi governanti, della Nato o degli alieni. Esiste un colpevole, è noto al mondo e non serve parlarne oltre. Delle vittime, invece, non si parla abbastanza. E di questo oggi ci rende conto Franco Vassallo, che di sicuro non si improvvisa amico dell’Ucraina, ma rinsalda un rapporto decennale con una nazione che ha sempre aiutato:

Faccio una premessa, per distinguermi da chi cerca notorietà annunciando passeggiate sotto le bombe: io degli Ucraini sono amico da molti anni, vista la grande collaborazione che c’è stata tra il consolato Ucraino e il Municipio 7. C’ero quando l’Ucraina ha donato un albero al Parco del Bambino a Quarto Cagnino, insieme al Console in Italia, dopo averne lungamente perorato la causa. E ho anche chiesto venisse protetto e dotato di una targa, a memoria del rapporto tra Milano e Kiev. Mi scuso per questa premessa, ma è importante spiegare perché si fanno le cose, per rendersi credibile.

Oggi voglio lanciare un appello: è importante supportare la popolazione civile. Il nostro Governo ha promesso, e speriamo mantenga, un aiuto concreto ai resistenti Ucraini che combattono sotto le bombe. Noi non possiamo fare altrettanto, ma possiamo aiutare i bambini ridotti alla fame, i feriti, i malati, gli ultimi. Quelli che da questa ignobile aggressione sono stati più colpiti. Per farlo ci sono molti modi, il più sicuro, però, è usare canali ufficiali.

Da giorni sono in contatto con il consolato Ucraino, dove mi reco spesso personalmente, che sta raccogliendo beni di prima necessità. Ho personalmente fatto i pacchi. So che nulla viene trattenuto e che non viene chiesto denaro. Solo aiuti concreti per problemi veri. E per questo mi rivolgo a voi: aiutateci ad aiutare i civili Ucraini! Ci servono:

  • pannolini

  • vestiti

  • biancheria intima

  • calze e calzini

  • prodotti per l’igiene intima

  • sapone

  • shampoo

  • asciugamani

  • salviette umidificate

  • omogenizzati

  • tonno e carne in scatola

  • biscotti

  • cioccolato

  • dolci confezionati

  • tè in bustine e caffè solubile

  • Piatti, posate e bicchieri monouso

  • Dispositivi medici (cerotti, garze, bende ecc.)

  • Antidolorifici

  • Antidiarroici

  • Antibiotici

  • Medicinali cardiovascolari

  • Antiemorragici

  • Antisettici

  • Mascherine

  • Siringhe

Tutto questo materiale va recapitato al consolato Ucraino in Via Ludovico di Breme, 11 oppure potete contattarmi al mio cellulare, 3664164624. Questa è la battaglia della nostra generazione, possiamo dare una mano anche noi. E se possiamo, dobbiamo”.

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