Milano 2 Febbraio – Una voce, quella dei costi legali per le richieste d’asilo dei migranti, che spesso non viene computata nelle spese generali che l’accoglienza indiscriminata comporta. Eppure esiste ed è onerosa. Perché chiedere asilo politico conviene, perché l’iter per il giudizio finale può durare anni, perché avvocati e studi legali ci campano e anche bene assistendo i richiedenti.
E ancora insistono a chiamarla solidarietà ovvero quando i sostantivi nascondono un inganno: Onlus, Coop, associazioni di diversa natura e persino avvocati. studi legali-. Alcuni arrivano a fatturare fino a 100mila euro al mese grazie al patrocinio gratuito fornito per i ricorsi che i richiedenti asilo – che si dichiarano nullatenenti – presentano in tribunale: una montagna di soldi a totale carico dei contribuenti italiani, una stima di circa 600milioni di euro ogni anno.
Secondo quanto pubblicato dal quotidiano Libero, molte volte i migranti che devono presentarsi al ricorso si avvalgono degli stessi studi legali: alcuni di loro seguono 4-5 persone, altri studi pare si occupino persino di 100 ricorsi, arrivando a fatturare circa 100.000 euro al mese. Per il primo grado di giudizio ogni migrante costa al contribuente 1000 euro; per l’Appello ne occorrono altri 1200 e per la Cassazione si arriva a 3.000 euro. Nessuna legge, scrive Libero, impone un tetto massimo ai ricorsi gestiti da un singolo avvocato o studio legale. E così alcuni si ingrassano. A spese di tutti.
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