Quarto Oggiaro: l’incubo degli sfratti tra i palazzi venduti dal Fondo immobiliare

Notizie in evidenza

Un presidio di protesta per bloccare l’arrivo dell’ufficiale giudiziario e difendere chi da decenni abita nel quartiere. È la mobilitazione promossa dal sindacato degli inquilini Sicet in via De Roberto 5, a Quarto Oggiaro, dove dieci famiglie affrontano il rischio concreto di essere sgomberate dai propri appartamenti.

Il momento cruciale della vertenza è fissato per oggi, giovedì 24 settembre, quando a partire dalle ore 9 è previsto il primo accesso per tre dei dieci nuclei familiari coinvolti. Tra loro ci sono un’anziana di 80 anni che vive sola, una coppia di ultrasettantenni e un lavoratore precario di cinquant’anni: persone con radici profonde nel quartiere che rischiano di trovarsi dall’oggi al domani senza un tetto.

Dalle cartolarizzazioni del 2008 alla vendita del Fondo

Per comprendere le radici della vicenda occorre risalire al 2008. In quell’anno la giunta comunale guidata da Letizia Moratti conferì al Fondo immobiliare Milano 1 — gestito da Bnp Paribas e controllato dal Comune di Milano — un vasto patrimonio abitativo, compreso il complesso di via De Roberto 5, formato da sette torri per un totale di oltre 150 appartamenti.

Negli anni successivi, la gran parte delle abitazioni è stata progressivamente alienata e acquistata dai singoli inquilini. Tuttavia, le famiglie che non disponevano della liquidità o delle garanzie necessarie per comprare l’immobile sono rimaste in affitto. Dal Sindacato inquilini Milano sottolineano come queste persone abbiano continuato a versare regolarmente il canone dovuto nel corso di tutti questi anni, rispettando ogni scadenza contrattuale.

L’impatto sugli inquilini più fragili e i prezzi del mercato

Negli ultimi tempi la strategia del Fondo è cambiata: si è passati alla vendita diretta anche degli appartamenti ancora occupati da contratti di locazione. Un passaggio che sta mettendo in ginocchio dieci residenti storici, in larga misura persone anziane, ultraottantenni o con quadri sanitari complessi.

Diversi tra gli inquilini coinvolti soffrono infatti di patologie gravi o convivono con forme di invalidità. Per loro, far fronte all’attuale mercato immobiliare milanese — caratterizzato da canoni d’affitto schizzati alle stelle e del tutto inaccessibili per chi percepisce una pensione minima o un reddito precario — risulta del tutto impossibile.

La richiesta al Comune: passaggio da casa a casa

Di fronte a questa situazione, il Sicet ha indetto il presidio del 24 settembre proprio davanti agli stabili di via De Roberto. La richiesta fondamentale indirizzata al Comune di Milano è quella di congelare le procedure esecutive e garantire risposte concrete attraverso un meccanismo di “passaggio da casa a casa”.

L’obiettivo del sindacato è evitare che vertenze di questo tipo si trasformino nell’ennesima emergenza strada per persone vulnerabili, in una città dove i casi di morosità incolpevole e di sfratto per finita locazione continuano ad aumentare quotidianamente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.