Lo diamo per scontato, ognuno di noi ha due arti superiori, due inferiori e non ci sogneremmo mai di essere diversi.

A meno di non essere un’opabinia e vivere nel Cambriano, tutti noi e gli animali, nasciamo con due occhi, due orecchie, due narici, due arti o più arti abbinati e la maggior parte degli organi raggruppati a due a due o divisibili a metà, tranne alcuni organi.
Ma perché non abbiamo un gatto con cinque zampe (sebbene ci siano gatti con cinque o più dita sulle zampe posteriori, anomalia detta polidattilia, io ne ho avuto uno), non c’è in natura un millepiedi con un numero dispari di zampe ?
È la simmetria bilaterale, bellezza.
La regola genetica che si è imposta molto presto nell’evoluzione, dove molte specie tra cui la nostra svilupparono prima una parte anteriore, la testa con l’encefalo e l’apparato buccale per nutrirsi e poi un corpo simmetrico per potersi muovere con finalità specifiche nei movimenti e poter distinguere anteriore da posteriore.
E dove tutti gli arti sono multipli di due.

A differenza delle specie dotate di simmetria radiale, l’altra categoria, che se divisi in due non hanno differenze e capaci di spostarsi in tutte le direzioni, come i polpi o le meduse.
Va da sé che la simmetria bilaterale ha consentito uno sviluppo anatomico più complesso che non gli esseri radiali. E anche di affrontare compiti più articolati che hanno comportato un’evoluzione maggiormente strutturata.
Diverso il discorso nelle piante che si presentano più con conformazione radiale (le rose, le margherite) e meno bilaterali, le orchidee per esempio.
Anche nelle anomalie genetiche a volte si rispetta questa regola, pensiamo ai bellissimi gatti chimera.
Una caratteristica che ha significato una notevole spinta alla nostra evoluzione e che chissà se si può considerare una legge universale adesso che l’uomo progetta di scoprire nuovi mondi.
Eleonora Prina
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