C’è un punto, a Milano, dove il confine tra incuria amministrativa e scelta politica sembra essersi dissolto del tutto. È il parco Anassagora-Tremelloni, nel quadrante nord-est della città. Qui il degrado non è più un episodio isolato, ma una condizione strutturale. E le responsabilità hanno un nome preciso: il Comune di Milano.
Le immagini parlano da sole: cumuli di rifiuti abbandonati lungo il marciapiede, sacchi gialli e neri accatastati senza criterio, cartoni aperti, plastica, resti di cibo. Non si tratta di un conferimento irregolare occasionale, ma di una vera e propria discarica a cielo aperto, lasciata lì per giorni — forse settimane — senza interventi tempestivi.
A rendere il quadro ancora più grave è il contesto. Il parco è circondato da erba alta e incolta, segno evidente di una manutenzione ridotta o deliberatamente limitata. Una scelta che l’amministrazione spesso giustifica con argomentazioni “ecologiche” o di tutela della biodiversità. Ma qui non siamo di fronte a un prato naturale gestito scientificamente: siamo davanti a incuria travestita da ideologia.
Perché quando l’erba alta si combina con rifiuti organici lasciati a marcire, il risultato è inevitabile: proliferazione di animali infestanti. Diversi residenti segnalano la presenza costante di topi e uccelli che si nutrono dell’immondizia. Un problema sanitario, prima ancora che estetico. Un rischio concreto per chi vive e frequenta la zona.
A questo si aggiunge un ulteriore elemento di criticità: l’utilizzo improprio degli spazi pubblici per eventi e feste, spesso non controllati con la necessaria fermezza. Anche qui, la percezione diffusa è che vi sia una tolleranza ideologica che finisce per trasformarsi in assenza di regole. Il risultato? Spazi pubblici sottratti alla collettività e restituiti in condizioni peggiori.
Il punto non è negare la complessità della gestione urbana. Milano è una metropoli e richiede equilibrio tra sostenibilità, inclusione e decoro. Ma qui l’equilibrio è saltato. Quando l’ideologia prevale sulla gestione concreta, quando il rispetto delle regole viene subordinato a una narrazione politica, il risultato è esattamente quello che vediamo: degrado diffuso, senso di abbandono e cittadini lasciati soli.
Il parco Anassagora-Tremelloni non è un caso isolato. È il simbolo di un modello amministrativo che fatica a garantire i servizi essenziali: pulizia, manutenzione, sicurezza. E che troppo spesso scarica le responsabilità su fattori esterni — i cittadini incivili, le emergenze globali, i cambiamenti climatici — senza assumersi fino in fondo il proprio ruolo.
L’inciviltà esiste, ed è evidente. Ma è compito delle istituzioni contenerla, non subirla. È compito del Comune intervenire con tempestività, ripristinare il decoro, garantire controlli e sanzioni efficaci. È compito dell’amministrazione distinguere tra politiche ambientali serie e alibi ideologici che giustificano l’abbandono.
Milano merita di più. I suoi cittadini meritano spazi pubblici puliti, sicuri e realmente fruibili. E non parchi trasformati in discariche, dove a prosperare non è la biodiversità, ma il degrado.

Giornalista pubblicista, opera da molti anni nel settore della compliance aziendale, del marketing e della comunicazione.