Il trionfo del privilegio: cronaca di una riforma mancata
Il vantaggio del No non è l’esito di una scelta consapevole, ma il risultato di un sistema che ha alzato un muro invalicabile per proteggere se stesso.
Abbiamo assistito a uno spettacolo istituzionale indegno: l’ANM in missione politica. Magistrati che hanno svestito la toga per trasformarsi in agitatori di parte, esercitando una pressione mediatica impropria per difendere i propri privilegi di categoria. Quando il controllato pretende di dettare le regole del controllo, la separazione dei poteri è già compromessa.
La fabbrica delle Fake News: Migliaia di “boccaloni” hanno ceduto alla mistificazione spudorata dei “7 articoli della Costituzione stravolti”. Una menzogna giuridica ripetuta fino allo sfinimento per chi non ha mai consultato il testo dei quesiti, preferendo il dogma all’approfondimento.
La macchina del fango: In assenza di argomenti nel merito, la strategia si è spostata sull’attacco personale. I promotori del Sì ( me compresa) sono stati bersagliati da insulti sistematici e delegittimazione, un linciaggio volto a silenziare chiunque osasse invocare responsabilità e modernità.
Il responso delle urne non è un atto di libertà, ma la ratifica di un’anomalia democratica. Hanno vinto i privilegi di categoria, ha perso la certezza del diritto. Per il cittadino comune, tradito da una retorica mistificatoria, resta solo la conferma di vivere in un sistema dove la riforma è percepita come minaccia e l’inefficienza come virtù da preservare. Un’occasione storica dissipata nel nome dell’autoconservazione.
Anna Tortora
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