I carabinieri della stazione di Arese, il 5 febbraio scorso, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Milano, nei confronti di un quarantenne italiano. Questo è ritenuto responsabile di maltrattamenti in famiglia, aggravato – ex art. 572 c. 1 e c. 6 c.p. – perché, “con condotte reiterate, maltrattava la compagna italiana di 39 anni, minacciandola anche con una pistola soft-air e aggredendola in più occasioni, sia fisicamente, sia verbalmente, sottoponendola ad un regime di vita vessatorio, ingenerandole paura per la propria incolumità e per quella dei suoi famigliari, costringendola ad alterare le proprie abitudini di vita”.
È la prima volta, dopo l’introduzione del reato di femminicidio – evidenziano i carabinieri – che viene applicata al reato di maltrattamenti l’aggravante che prevede un aumento della pena, qualora il fatto sia commesso come atto di controllo, possesso, dominio e nonché di limitazione delle libertà individuali della donna, in quanto tale.
Il provvedimento scaturisce dall’attività investigativa, in coordinamento con i magistrati della Procura di Milano, che “ha messo in luce una pericolosa escalation di violenza posta in essere dall’indagato nei confronti della donna”. L’indagato, al termine dell’operazione è stato portato nel carcere di san Vittore a disposizione dell’autorità giudiziaria.
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