Negli Stati Uniti è cominciato sabato 31 gennaio, un nuovo «shutdown», ovvero un’interruzione delle attività delle agenzie federali, dovuto ad un mancato commesso tra Democratici e Repubblicani che, al Congresso non sono riusciti ad approvare una legge per finanziare il governo.
Il termine per l’approvazione della legge era previsto per il 30 gennaio, ma i negoziati si sono protratti a lungo, soprattutto per la parte democratica che cercava di limitare i finanziamenti delle agenzie federali anti immigrazione, come l’ICE. Alla fine un accordo è stato trovato in Senato, ma a causa del weekend, non se ne discuterà alla Camera fino a lunedì 2 febbraio. Per questo motivo le agenzie federali dovranno interrompere o ridurre notevolmente la propria attività.
Negli Stati Uniti, il Congresso deve periodicamente riconfermare il bilancio del governo con un voto parlamentare. Senza un punto in comune, il governo “chiude” perché la legge non prevede l’esercizio provvisorio: gli americani dicono “shutdown” ovvero spegnimento. Si spera solo che si possa risolvere tutto nel giro di qualche giorno visto che l’ultimo shutdown di questo autunno, era durato ben 42 giorni, il più lungo mai avvenuto nella storia statunitense.