Nella Basilica di San Babila a Milano l’Arcivescovo Mario Delpini ha celebrato la messa di accoglienza della “Croce degli sportivi”, che ha segnato l’avvio ufficiale del progetto “For Each Other” (L’uno per l’altro). Promosso dalla Diocesi di Milano in occasione delle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali di Milano-Cortina, il progetto propone un ricco calendario di iniziative educative, culturali e sportive diffuse sul territorio cittadino, rivolte in particolare ai giovani.
La “Croce degli sportivi”, inviata dal Dicastero vaticano della Cultura e consegnata da Athletica Vaticana — l’associazione polisportiva della Santa Sede —, viene affidata a ogni Diocesi che ospita i Giochi estivi e invernali sin da Londra 2012. Collocata sull’altare della Basilica, dove rimarrà fino al termine delle Paralimpiadi, la croce simboleggia lo stretto legame tra attività sportive e valori di solidarietà, inclusione e crescita personale.
Durante la celebrazione è stato letto un messaggio di Papa Leone XIV, inviato all’Arcivescovo e alla Diocesi ambrosiana dal Segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin.
Sottolineando “il valore dello sport al servizio dello sviluppo integrale della persona umana”, riferendosi agli imminenti Giochi olimpici il Papa “assicura la sua preghiera affinché queste giornate di sana competizione contribuiscano a costruire ponti tra culture e popoli, promuovendo l’accoglienza, la solidarietà e la pace“.
Nella sua omelia mons. Delpini ha riflettuto sul valore educativo e formativo della pratica sportiva, “una scuola di ascesi, di morale, di umanità, di vita, di audacia e di fantasia”. Una “scuola di morale”, quella necessaria per battere la pigrizia, “l’incostanza che si concede alle trasgressioni” e anche la “seduzione della prestazione artefatta”, “una scuola di umanità”, quella necessaria “per coltivare lo spirito di squadra”, e anche “una scuola di vita” cioè della forza necessaria per affrontare la sconfitta senza deprimersi, per vivere la vittoria senza esaltarsi”. E infine “una scuola di audacia e di fantasia” perché “dirà di quanta libertà sia necessaria per riconoscere di non essere perfetti e confrontarsi con le prestazioni degli atleti bellissimi e giovani e riconoscere la condizione della disabilità senza farne un tormento e viverla invece come la propria condizione per esprimere i talenti e sfidare il limite”.
La Messa è stata concelebrata da mons. Paul Tighe, segretario del Dicastero vaticano per la Cultura e l’Educazione (che al termine della celebrazione ha rivolto un saluto ai presenti), da mons. Renato Marangoni, vescovo della Diocesi di Belluno-Feltre, nel cui territorio si trova Cortina, da don Michele Gianola, sottosegretario della Conferenza Episcopale Italiana e direttore ad interim dell’Ufficio nazionale per la pastorale del tempo libero, turismo e sport, e da don Giuseppe Como, Vicario episcopale per l’educazione e la celebrazione della fede e presidente della Fondazione Oratori Milanesi.
Milano Post è edito dalla Società Editoriale Nuova Milano Post S.r.l.s , con sede in via Giambellino, 60-20147 Milano.
C.F/P.IVA 9296810964 R.E.A. MI – 2081845