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Famiglie sospese: l’ennesimo nulla di fatto nel confronto con il Comune, solidarietà ma zero certezze sui tempi

Milano

Si è concluso con un clima di apparente collaborazione, ma senza alcuna risposta operativa, l’incontro che si è tenuto ieri tra il Comitato Famiglie Sospese e la Vicesindaco Anna Scavuzzo. Al centro del colloquio la paralisi dei procedimenti urbanistici che tiene in ostaggio centinaia di cittadini. Se da un lato Palazzo Marino ha ribadito la volontà di sbloccare le pratiche – compatibilmente con risorse e norme – dall’altro il confronto si è risolto in una nuova fumata nera sul fronte della concretezza.

L’incontro ha infatti sancito un ulteriore nulla di fatto: nonostante le rassicurazioni del Sindaco Sala dello scorso 6 gennaio avessero alimentato speranze concrete, non sono stati stabiliti tempi certi per la ripartenza. La Vicesindaco ha riferito di un dialogo aperto con i costruttori per valutazioni caso per caso e ha proposto un aggiornamento mensile per monitorare la situazione; impegni che, tuttavia, non sciolgono l’incertezza che grava sulle famiglie.

Sull’esito dell’incontro e sulla recente sentenza di Via Fauchè, il portavoce del Comitato, Filippo Borsellino, ha espresso con fermezza la preoccupazione dei residenti:

«Credo che la sentenza di Via Fauchè possa rappresentare un’occasione per svegliare le istituzioni e spingerle finalmente a individuare soluzioni rapide e concrete. Tra ieri sera e questa mattina ho ricevuto davvero tanti messaggi da famiglie tremendamente spaventate, che vivono in abitazioni oggi sotto inchiesta. Famiglie che pagano regolarmente il mutuo e che da un giorno all’altro si ritrovano a vivere l’incubo della possibile demolizione della propria casa. Questo scenario rappresenta una sconfitta per tutti: per la Magistratura che ha comunque il dovere di tutelare queste famiglie, e per la politica locale e nazionale, che da oltre un anno ha rinunciato al proprio ruolo, senza assumersi la responsabilità di individuare le giuste soluzioni.»

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