Il polittico di Monte San Martino: il tesoro dorato dei fratelli Crivelli a Palazzo Marino

Milano

Un appuntamento consueto per Milano, un’opera unica arrivata apposta in città per mostrare il suo splendore.

Le vacanze di Natale sono, per chi le fa, un tempo piuttosto lungo. Per non passarlo solo tra cene e pranzi senza soluzione di continuità, bisogna trovare qualcosa da fare che sia piacevole ma non impegnativo.  Molti risolvono andando per mostre, visitando città storiche e monumenti.
A Milano, anche quest’anno, è possibile fare una visita d’arte e ad ingresso libero proprio in centro.
Fino all’11 di gennaio è visitabile, nella sala Alessi, di fianco all’entrata di Palazzo Marino in piazza della Scala, il polittico di Monte San Martino dei fratelli pittori  Carlo e Vittore Crivelli, 1480.
Due pittori di Venezia che ma che operarono maggiormente nelle Marche.

Proveniente da Macerata, è solo la terza volta che viene spostato, dopo il 1951 e 1961 e quest’anno è stato scelto per essere esposto a Palazzo Marino.
Opere di Carlo Crivelli sono già presenti in Milano, sia alla Pinacoteca di Brera che al Castello Sforzesco, portate a Milano per volontà di Napoleone Bonaparte.

Quest’opera o “macchina” d’altare pittorica per la sua complessità, permette di mettere a confronto i due diversi stili dei fratelli, che avevano caratteri opposti e mal si tolleravano l’un l’altro.
Uno Carlo più grintoso e ambizioso, l’altro Vittore più dimesso e umile, non si potevano vedere.
Fatalità questa è l’unica opera in cui lavorarono insieme.

Lo stile è tardo gotico e non rinascimentale ed è formato da 10 tavole su cornici tornite d’oro più una base divisa in 12 riquadri degli Apostoli con Cristo in centro, molto probabilmente Carlo Crivelli dipinse prima le tavole dei quattro santi superiori, più due inferiori. Vittore le figure centrali e due santi inferiori. Tutte le tavole hanno il fondo d’oro.
La predella alla base fu completata da maestranze della scuola di Vittore dopo la sua morte e realizzata in fretta e di malavoglia in quanto questi non erano interessati alla commessa e desiderosi di tornare ai  propri cantieri.

Oltre alla Madonna con Bambino, un Bambino dai colori spenti e freddi, livido, spettrale e alla Pietà del Cristo morto sorretto dagli angeli, sono presenti da sinistra in alto San Giovanni Evangelista, San Martino a cavallo, San Giacomo o San Rocco col bastone e la conchiglia, Santa Caterina d’Alessandria con la ruota dentata strumento del suo martirio.
Sotto San Niccolò, San Michele Arcangelo che scaccia il demone nell’Apocalisse, San Giovanni Battista e San Biagio.

Guardando meglio le figure notiamo che almeno due si trovano in posizione errata a causa di uno sbaglio nell’assemblamento delle tavole. Il San Giovanni Battista in basso dovrebbe indicare la Natività e invece dove si trova indica San Biagio. Il gomito di San Michele sparisce dietro una colonnina dorata.

In allestimento è stato previsto, nella sala a fianco, la proiezione di un documentario sull’opera per capirne il contesto e apprezzarla al meglio.

Eleonora Prina 

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