Sequestrata la torre Unico Brera, i pm: “Sconto illecito sugli oneri”

Milano

Al centro del sequestro preventivo, disposto dal gip Mattia Fiorentini, su richiesta dei pm Petruzzella, Filippini e Clerici, con l’aggiunta Tiziana Siciliano, c’è il progetto immobiliare ‘Unico-Brera’ in via Anfiteatro 7, di cui si era già parlato in alcuni atti delle indagini.
In particolare, nel filone dell’inchiesta sull’urbanistica che lo scorso marzo aveva portato all’arresto dell’ex vicepresidente della Commissione Paesaggio Giovanni Oggioni e a una interdittiva per l’architetto Marco Cerri. Tra le contestazioni, oltre alla violazione delle normative urbanistiche, ancora una volta il capitolo della sottostima degli oneri di urbanizzazione e un presunto illecito aumento delle cubature e dei volumi della torre in via di realizzazione. Con l’ormai classico schema, contestato dalla Procura di Milano, ossia un intervento di “nuova costruzione” spacciato per “ristrutturazione” e avviato con una Scia, ovvero un’autocertificazione, senza un piano “attuativo” particolareggiato per gli annessi servizi nella zona, l’impresa costruttrice avrebbe ottenuto dagli uffici comunali milanesi uno sconto sugli “oneri di urbanizzazione” del 60%, versando contributi di costruzione per “soli totali 800mila euro”.  Lo si legge nel decreto del gip di Milano Mattia Fiorentini. Nelle 80 pagine del provvedimento vengono descritte passo passo tutte le presunte irregolarità dell’iter – partito nel 2006 – e che ha portato alla costruzione di quell’edificio costituito da due corpi, di cui uno di 11 piani e alto quasi 35 metri, per un totale di 27 appartamenti.
Tra i 27 indagati figurano ex componenti della Commissione paesaggio, che è al centro per i pm milanesi del presunto sistema illecito sull’urbanistica, tra cui Giovanni Oggioni, anche arrestato lo scorso marzo per corruzione, Marco Cerri, già destinatario di una misura interdittiva e progettista di Unico-Brera, ex dirigenti comunali come Franco Zinna e Carla Barone, già coinvolti in altre indagini, e gli imprenditori Carlo e Stefano Rusconi della Rs Sviluppo. Indagato anche l’architetto Alessandro Scandurra, anche lui ex della Commissione paesaggio e coinvolto pure nell’ultimo filone con al centro la corruzione che a luglio aveva portato a sei arresti, tra cui quello dell’allora assessore Giancarlo Tancredi, poi revocati dal Riesame con conferma da parte della Cassazione.  Tra le ipotesi di reato l’abuso edilizio, la lottizzazione abusiva e il falso ideologico. Gli ex della Commissione coi loro pareri favorevoli, il progettista Cerri e i dirigenti comunali, si legge, avrebbero omesso “dolosamente di rilevare la contrarietà del progetto alle norme tecniche vigenti” del Piano di governo del territorio “e di legge”.

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