Non si può cancellare il diritto alla libertà vandalizzando i murales

Milano

A chi dà fastidio l’immagine che inneggia la libertà? La libertà schiavizzata ieri e oggi, si chiami come si vuole, ma sempre è la negazione dei diritti. E’ profondamente oltraggioso, platealmente ingiusto, assurdo in un contesto di comunità che si dichiara civile.

Inspiegabili le motivazioni, se non presumendo ignoranza e malafede.

Dopo che sono stati cancellati a Milano i volti e le stelle di David dal murale di Liliana Segre e Sami Modiano, come ha denunciato  l’autore aleXandro Palombo, ora tocca al murale fatto al Consolato dell’Iran di Milano di Ahoo Daryaei, l’attivista che a Tehran ha camminato con addosso la sola biancheria intima. “Dovrete impegnarvi molto per cancellare tutte le Ahoo Dayerei perché continueremo a farle riapparire in ogni parte del mondo fino alla sua libertà” ha commentato Palombo su Instagram dando notizia dei danni alla sua opera.” (ANSA)

I colpevoli sono doppiamente tali, senza alcuna giustificazione, denunciano una violenta ideologia che poi si manifesta nelle piazze, negli insulti, nei miseri comportamenti.

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