Festa dell’Unità, chiamata anche da chi non condivide, Festa dell’Umidità, chissà perché. Una festa puntuale presentata con parole d’entusiasmo, ricchissima, si prevede, di parole investite di verità nei 100 dibattiti, di parole già dette come promesse, di parole che prefigurano mondi perfetti, forse di retorica ben costruita.
“Insieme” dice spesso il segretario del Pd Milano metropolitana Alessandro Capelli per dare forza al programma cosiddetto dello Ius Soli di cui si può discutere fino alla noia per principio o per convenienza, ma non una parola, per quello che ho letto sullo Ius existentiae, da intendersi come diritto di n0n essere emarginato per povertà. “Insieme”, sì, con chi è escluso ultimo, fragile. Sala ne sa qualcosa ma forse nella sua città “inclusiva”, gli spazi sono divisi in altro modo.
E dopo aver rinvigorito, a Milano, l’accoglienza, mi colpisce il desiderio di Capelli che il raduno festaiolo sia a campo largo, anzi larghissimo come fosse un antipasto da digerire oggi con le salamelle e indubbiamente buon cibo, assistendo ad eventi teatrali, spulciando libri nel ricchissimo stend, tutti rigorosamente politicamente corretti.
Tra gli ospiti presenti ci saranno la segretaria del Partito democratico Elly Schlein, il sindaco di Milano Beppe Sala e il presidente dem Stefano Bonaccini, ma anche il leader di Azione Carlo Calenda, l’esponente di primo piano di Italia viva Maria Elena Boschi e Alessandra Todde, presidente della Regione Sardegna e personaggio di primissimo piano del Movimento 5 stelle.
Elly Schlein, vera regina, cromaticamente perfetta per l’occasione, probabilmente darà fiato ai mantra della sinistra, paradigma e sintesi di progetti ripetuti e riproposti, ma dove “Ricostruiremo”… a Milano?
Aspetto le idee conclusive.

Soggettista e sceneggiatrice di fumetti, editore negli anni settanta, autore di libri, racconti e fiabe, fondatore di Associazione onlus per anziani, da dieci anni caporedattore di Milano Post. Interessi: politica, cultura, Arte, Vecchia Milano