Oggi anche io al corteo del 1° maggio perché non perdo mai occasione per onorare il lavoro!
Come istitutuzione, rappresentante sindacale e soprattutto come lavoratrice milanese ormai da 40 anni dico che il lavoro a Milano oggi forse è il più difficile in Italia con una competizione altissima e una politica della città “Radical Chic” che l’ha resa carissima con salari che sono rimasti inchiodati da anni e che rendono povero anche chi lavora 12 ore al giorno.
E parlo anche di molti che si occupano dei servizi della città, che servono il Bene Comune, in primis i lavoratori del comune di milano. Quei servizi che erano di grande qualità e che hanno reso Milano nel tempo un’eccellenza e molto attrattiva.
Oggi quella categoria di lavoratori, che dovrebbero continuare a garantire quei servizi invece scappano da Milano perché non ce la fanno, o non ci vengono proprio. E la città perde d’appeal per chi ci vuole vivere e costruire.
Non si può più mettere la testa sotto la sabbia come gli struzzi per non vedere che il lavoro precario e gli stipendi troppo bassi a Milano pesano il doppio.
Un appello a tutte le forze politiche per trovare un antidoto a questa piaga che potrebbe veramente mandare in fibrillazione Milano, e oggi in Piazza erano veramente tanti i lavoratori presenti a dirlo.
E poi come Paese ce la possiamo permettere questa Milano?
Lo chiedo soprattutto al Sindaco e a questa sinistra che ha promosso per 12 anni questo modello di città “snob”, che guarda dall’alto verso il basso chi lavora trasformando una città che da sempre era inclusiva in una città classista e per ricchi.
Così in una nota Mariangela Padalino, Capogruppo Noi Moderati in Consiglio Comunale a Milano.
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