Buona settimana ai lettori, 22a giornata della domenica che si concluderà stasera con il posticipo tra Salernitana e Roma.
Intanto vediamo cosa è successo nei 5 match disputati ieri tra le 12,30 e le 22,30.
Lunch match tra Genoa e Lecce, liguri in stato di grazia e sempre più destinati a salvarsi. I ragazzi di Gilardino, tra assenze e un brutto primo tempo, la spuntano 2-1 sul Lecce a Marassi. Botta dolorosissima per i salentini, la quinta nelle ultime sei, che pure avevano trovato il gol nel primo tempo grazie a Krstovic, a seco dallo scorso ottobre e bravo anche a dimenticare il rigore sbagliato in avvio. Poi, nella ripresa, Gilardino la vince con i cambi e un pizzico di fortuna: prima il tap in vincente di Retegui sulla traversa, da calcio di punizione di Gudmundsson, poi gran semirovesciata di Ekuban: tre punti e in volo verso la permanenza in Serie A. Il Lecce inchiodato a 21 punti e, dopo tre sconfitte di fila, ora deve guardarsi le spalle.
Lo scontro salvezza tra Verona e Frosinone termina senza vincitori né vinti. In un match caratterizzato dalla contestazione dei tifosi scaligeri al presidente Setti (dopo l’ondata di titolari venduti nel calciomercato invernale per i ben noti problemi finanziari), padroni di casa a fine primo tempo avanti su rigore con Suslov dopo quello parato da Turati a Duda, ma ripresi da Kaio Jorge.
Il Sassuolo è in crisi sempre più profonda, sia sul piano del gioco che dei risultati. Per la squadra di Dionisi arriva un’altra sconfitta. Come all’andata, il Monza di Palladino ha la meglio sui neroverdi, che vengono trafitti da uno splendido gol di Colpani. I brianzoli rimangono a centro classifica mentre gli emiliani, senza Berardi, sono in piena lotta salvezza.
Lazio-Napoli una delle partite più attese di ieri, ma delude le attese e finisce con un pallido 0-0, risultato che rispecchia perfettamente quanto visto sul terreno di gioco. Condizionate da diverse assenze, le due squadre giocano una gara molto accorta, durante le quali le occasioni da rete si contano sulle dita di una mano, nonostante le potenzialità dei rispettivi attacchi. Il pareggio, in realtà, non accontenta nessuno. I biancocelesti si fermano dopo quattro vittorie di fila e perdono contatto dal quarto posto, gli azzurri di Mazzarri non riescono a trovare continuità dopo la vittoria sulla Salernitana ottenuta prima dell’impegno in Supercoppa. Esordio nel Napoli per Ngonge e Dendoncker, entrati entrambi nei minuti finali

Chiude la serata una squadra che “ruba”, ma non è quella autoproclamatasi “guardie”, le strisce azzurre delle maglie si sostituiscono a quelle bianche accoppiandosi al nero. Che poi potrebbe essere il colore degli umori juventini e non solo, perché l’Inter di Inzaghi ha rubato un modello ad Allegri: il “horto muso” ha colpito a rovescio, per una volta, e come un boomerang produce il ritorno dell’Inter alla vetta della classifica, proprio in coincidenza con il confronto diretto in programma domenica prossima. A Firenze, insomma il pubblico del Franchi si è sgolato incitando una buona viola, ma non è servito a quello che sperava. 90+5 minuti sostanzialmente equilibrati, vibranti e combattuti, occasioni da una parte e dall’altra ma quando le più clamorose vengono gettate alle ortiche, spesso si resta puniti. C’è da dire che gli attacchi dell’Inter si sono mostrati sempre più incisivi per penetrazione e costruzione, mentre la difesa nerazzurra ha tentennato specie inizialmente, rischiando di favorire subito un vantaggio viola. Ma gli attaccanti della Fiorentina, a differenza dei nerazzurri, non hanno saputo mettere a frutto qualche regalo di troppo di un’Inter priva di tre pedine fondamentali, Barella e Cahlanoglu assenti per squalifica, e Dimarco in turno di riposo in panca. I sostituti, Asllani e Frattesi hanno svolto compiti inevitabilmente non in perfetta sintonia con i titolari, ma hanno retto con sufficienza. Molti i cambi di Inzaghi nell’ultima fase della ripresa, dentro Sanchez, Arnautovic, Acerbi, Bisseck, Dumfries, fuori Bastoni (ammonito), Lautaro, Thuram, Pavard, Darmian ma la squadra, seppur in tono minore, non vacilla e porta a casa 3 punti determinanti. Il gol decisivo di Lautaro (19 gol in 19 presenze!) arriva all’11’, sugli sviluppi di un corner di Asllani. Poi i nerazzurri mancano il raddoppio e i viola il pareggio, nel contesto di una gara vibrante e completamente imprevedibile nel suo esito finale. Fino al 76′, il minuto della seconda svolta della partita: Nico Gonzalez, appena entrato, si incarica di calciare un rigore assegnato dal VAR per un fallo di Sommer su Nzola, ma lo svizzero intuisce e blocca come aveva fatto a Basilea con Jorginho. Sipario. E Inter che mette la freccia e torna in vetta da sola, a +1 sulla Juventus. A una settimana dal Derby d’Italia, a comandare è di nuovo Inzaghi, altro che Juve a +4 nel big match…
E’ tutto per le emozioni domenicali, stasera il posticipo tra Salernitana e Roma, quindi appuntamento alla giornata 23 a partire dall’anticipo tra Lecce e Fiorentina venerdì 2 Febbraio. Arrivederci e buona settimana di attesa!
