Bertolaso “Riorganizziamo sistema Pronti Soccorso. Successo per bando, stop gettonisti”

Lombardia

Abbiamo bandito questo primo concorso per i medici che devono lavorare nel campo dei pronto soccorso e della emergenza-urgenza, gli anestesisti e tutti quelli che si devono occupare dei codici minori, che sono sempre da pronto soccorso ma non codice rosso. Avevamo bisogno, spalmati nell’arco di tutto l’anno, di 235 medici, in questa particolare specialità, e abbiamo ricevuto 851 domande. Quindi mi pare che da questo punto di vista possiamo tranquillamente considerarlo un grande successo“.

Guido Bertolaso
Guido Bertolaso

Lo ha detto l’assessore al Welfare di Regione Lombardia, Guido Bertolaso, durante un punto stampa a margine dei lavori del Consiglio regionale in merito al concorso bandito per sostituire i medici ‘gettonisti’ dopo lo stop deciso dalla Regione. “Questo numero assolutamente inaspettato di risposte dei medici sta a significare, anzitutto, che forse abbiamo un po’ di credibilità – ha continuato l’assessore -, perché quando indichiamo un percorso, nominiamo nuovi direttori generali e delineiamo le attività che dobbiamo portare avanti nell’ambito dei pronto soccorso, per quello che riguarda anche l’abbattimento delle liste attesa, significa che non stiamo raccontando barzellette, ma stiamo indicando una strada“. L’assessore ha poi sottolineato “l’eccezionalità” della cosa, considerando anche che questo primo bando” è stato “fatto in 13 giorni, senza alcuna pubblicità e, anzi, con l’atteggiamento terroristico da parte di quelle cooperative che evidentemente si vedono rompere il giocattolo sotto le mani”. “Questo – ha continuato Bertolaso – è un ritorno a casa di tanti medici che avevano lasciato gli ospedali negli anni passati. Forse avevano anche ragione, erano delusi e stanchi. Hanno capito che stiamo riorganizzando la sanità in Regione Lombardia e hanno deciso di darci credito”. In merito a quali saranno gli stipendi dei medici assunti con il concorso, l’assessore al Welfare ha dichiarato: “Sono parametrati su quelle che sono le ore che loro svolgeranno nell’ambito delle diverse attività. Contemporaneamente con il ministro Schillaci siamo già d’accordo sul fatto che anche gli stipendi di quei medici che non hanno mai lasciato i loro ospedali saranno riveduti e corretti. In particolare per quelle specializzazioni che non possono trovare una risposta anche nell’ambito delle professioni private, come chi lavora nei Pronto soccorso e per tutte le altre categorie che di fatto vivono in ospedale“.

E ancora “Abbiamo approvato i criteri perché dobbiamo adesso passare alla riorganizzazione di tutta la rete. Dobbiamo valutare quelli che sono i numeri degli accessi al pronto soccorso, quella che è la pianta organica dei diversi pronto soccorso, quelli che sono i tempi di risposta delle diverse attività di prestazione dei pronto soccorso. Dopodiché interverremo dove ci sono problemi o ritardi. Noi vogliamo garantire un’assistenza di emergenza-urgenza che sia la migliore al mondo e ci riusciremo”.

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