Il bando del Comune di Milano per 450 nuove licenze taxi rischia di arenarsi di fronte al ricordo al TAR di alcune associazioni sindacali dei Taxi per chiedere l’annullamento della delibera. I tassisti lamentano la mancata applicazione della normativa vigente, da poco modificata con il discusso decreto Asset, mentre Palazzo Marino giudica “singolare” e “senza senso” il ricorso, considerando congruo il prezzo di 96.500 euro fissato per ciascuna nuova licenza e accusando i tassisti di pensare solamente ai soldi.
NUOVE LICENZE TAXI: COSA PREVEDE IL DECRETO ASSET
Il decreto Asset, convertito in legge lo scorso ottobre, è nato con lo scopo di creare condizioni favorevoli per il rilascio di nuove licenze taxi da parte dei Comuni, specie in quelli capoluogo di regione, sede di città metropolitana e sede di aeroporto. In breve, questi Comuni (tra cui ovviamente Milano) hanno facoltà di aumentare le licenze taxi, fino al 20% di quelle già rilasciate, attraverso un bando straordinario e procedure più snelle. Con la procedura accelerata, infatti, l’Autorità di regolazione dei trasporti ha a disposizione 15 giorni, invece dei normali 60, per valutare il bando sulle nuove licenze, allo scadere dei quali (vale il principio del silenzio assenso), i Comuni possono dare il via al concorso.
Importante: a differenza della procedura ordinaria, in base a cui i Comuni possono trattenere il 20% dei proventi della vendita delle licenze utilizzando per migliorare i servizi o la viabilità, con la procedura accelerata introdotta dal decreto Asset il ricavato delle nuove licenze va interamente ai tassisti già attivi a titolo di ‘indennizzo’.
MILANO: BANDO PER 450 NUOVE LICENZE TAXI
Poche settimane dopo l’approvazione della legge di conversione del decreto Asset e la conseguente pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, il Comune di Milano ha messo in moto la macchina organizzativa del primo bando per 450 nuove licenze taxi, fissando inizialmente il prezzo per ciascuna licenza a 86.829 euro (definita attraverso calcoli molto articolati), salito poi a 96.500 vista l’esigenza di aumentare il numero di veicoli per il trasporto disabili e di taxi in turno di notte, per i quali sono previsti degli sconti fino al 40%. L’importo ha il ricevuto il benestare dell’Autorità di regolazione dei trasporti, dando di fatto il via libera al bando.
TASSISTI CONTRO IL BANDO DEL COMUNE DI MILANO: POCHI 96.500 € PER CIASCUNA LICENZA
Tutto bene? Neanche per sogno. I tassisti di Milano hanno subito contestato la delibera comunale, giudicando bassissimo il prezzo di 96.500 euro stabilito per le nuove licenze (“inferiore di circa il 50%, se non anche di più, rispetto all’attuale valore di mercato delle licenze stesse”, hanno dichiarato le associazioni di categoria), oltre a lamentare la “strumentalizzazione politica che l’Amministrazione sta perpetrando sulla questione taxi, eludendo le proprie responsabilità sulla gestione del traffico e della sicurezza in città e scaricandola esclusivamente sulla categoria”.
Per tali motivi è partito il ricorso al TAR al fine di ottenere l’annullamento del bando delle nuove licenze: “Il decreto Asset”, insistono i tassisti, “quantificando un contributo per il rilascio delle nuove licenze fa riferimento al valore attuale di mercato e non prevede alcuna scontistica. La nostra non è una valutazione di tipo politico, chiediamo solo che l’Amministrazione comunale di Milano applichi la legge correttamente”.
Come già evidenziato, ma è giusto ribadirlo, i tassisti hanno tutto l’interesse affinché il costo delle nuove licenze risulti il più alto possibile, sia per ostacolarne il rilascio (contenendo la concorrenza), ma soprattutto perché il decreto Asset prevede che tutto il ricavato delle nuove autorizzazioni ottenute con la procedura accelerata venga redistribuito tra i conducenti già in attività…
RICORSO AL TAR DEI TAXI: LA RISPOSTA DEL COMUNE
A meno di 24 ore dall’annuncio del ricorso al TAR è giunta la risposta del Comune di Milano per voce dell’Assessora alla Mobilità, Arianna Censi: “Il ricorso dei tassisti è davvero singolare e ha una caratteristica molto marcata, che non giudico ma che noto con grande stupore: parla solo ed esclusivamente di soldi. L’intero impianto del documento è costruito e gira continuamente intorno al tema del costo delle licenze. Nessuna critica di merito o proposta per il miglioramento del servizio, nessun intervento che possa a loro avviso aumentare la qualità del proprio lavoro. Solo la quantità di denaro che reputano di dover ricevere per il rilascio delle nuove licenze […] Sebbene le condizioni del decreto Asset non siano del tutto soddisfacenti, abbiamo deciso di pubblicare un bando per il rilascio di 450 licenze al costo di 96.500 euro, un importo congruo e approvato anche dall’Autorità di Regolazione dei Trasporti. Siccome i taxi mancano soprattutto la notte e nei fine settimana, e più di tutte mancano le auto che permettono il trasporto di persone disabili, abbiamo previsto degli sconti per queste categorie. Una scelta di buonsenso, che penso chiunque di noi avrebbe fatto per il bene della città e nell’interesse pubblico. Viceversa il ricorso al TAR non solo non ha alcun senso, ma si disinteressa totalmente del servizio taxi, della sua qualità, dell’amore per Milano, del bene della città e dei suoi cittadini e cittadine”. (Sicurauto.it)
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