“Io penso che si debba essere, io lo sono sicuramente, molto fiera del lavoro fatto sul Pnrr” e “lo abbiamo fatto sia sul piano di una possibile revisione” sia sul “tema di risolvere alcune criticità nei piani adottati dai precedenti governi” e “veniva indicata come un’ipotesi impossibile o come una scelta folle che ci avrebbe fatto perdere le risorse del Pnrr”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in Senato per le comunicazioni in vista del Consiglio europeo. “In questo racconto sempre un po’ distorto e distruttivo che non fa stato del ruolo dell’Italia e di quello che possiamo ottenere con un po’ di pragmatismo e di buon senso, abbiamo dimostrato che le cose fatte bene si possono ottenere. Sono d’accordo con chi ricordava che si è tifato più perché l’Italia non avesse la terza rata che nella finale di Coppa Davis, ma abbiamo avuto la terza rata, siamo stati i primi ad avere la quarta e entro l’anno consegneremo la quinta”. “Noi abbiamo una strategia – ha aggiunto – capisco che possa essere una novità, ma abbiamo una strategia di politica estera. Capisco possa dare fastidio”. Nuova polemica sul Mes tra la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il M5s. La premier in Senato ha mostrato e letto il testo del fax con cui l’allora ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, autorizzava l’impegno a ratificare la riforma del meccanismo europeo. “Trovo sensazionale il voler tornare sul Mes”, ha detto, “voi negate che il governo Conte alla chetichella abbia dato l’assenso alla riforma del trattato del Mes” e io “ho portato un bel fax firmato Luigi Di Maio”. “Questa firma – ha aggiunto – è stata fatta un giorno dopo le dimissioni del governo Conte, quando era in carica solo per gli affari correnti, senza dirlo agli italiani, senza metterci la faccia, con il favore delle tenebre. Capisco il vostro imbarazzo ma dalla storia non si esce, questo foglio dimostra la poca serietà di un governo che mentre faceva gli scatoloni lasciava questo pacco al governo successivo”.
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