Mafia, Don Luigi Ciotti: c’è indifferenza, 80% famigliari vittime non conosce la verità

Società

“Oggi, che piaccia o no, nonostante l’impegno grande della magistratura e delle forze di polizia a cui va sempre la nostra riconoscenza, a fare la differenza in Italia è l’indifferenza riguardo le mafie. Questo nonostante le esplosioni di gioia che abbiamo visto per l’arresto di Matteo Messina Denaro, un arresto importante, ma dobbiamo ricordarci che c’è un sistema non una persona. Sulle mafie è diminuita l’attenzione, molte cose si danno per scontate”. Così don Luigi Ciotti, presidente di Libera, durante il suo intervento alla Commissione Antimafia del Comune, tenutasi eccezionalmente nell’Aula consiliare di Palazzo Marino, in vista della 23esima Giornata nazionale della memoria e dell’impegno, che si terrà il 21 marzo a Milano. “Nella gente alberga oggi il pensiero che il crimine organizzato mafioso è diventato qualcosa di normalizzato – ha osservato il presidente di Libera – c’è il rischio che diventi una delle tante cose, invece non è così. Le mafie sono forti, fortissime”.

Don Ciotti ha poi sottolineato “senza memoria un Paese è senza storia e senza verità. L’80% dei familiari delle vittime innocenti della criminalità organizzata oggi non conosce la verità, questo aspetto ci pone delle domande e degli interrogativi”. “Serve una memoria viva che non sia intesa e vissuta solo come celebrazione, ma come impegno e responsabilità. Se la memoria rischia di diventare retorica, allora significa che i nostri impegni oggi sono importanti ma insufficienti, dobbiamo trovare più risposte e azioni comuni”, ha concluso Ciotti.

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