Majorino presenta la lista Patto Civico: “Dobbiamo vincere. Dobbiamo cambiare la Lombardia”

Lombardia

E voilà: arriva Majorino, il “ghe pensi mi”, per la Lombardia, il deus ex machina del cambiamento, l’unto dal Signore per cancellare quel brutto e cattivo di nome Fontana.
È stata, infatti,  presentata al circolo El Salvadanee di via De Amicis la lista Patto Civico per Majorino.

“È una lista molto bella, che ha al suo interno persone che arrivano da ambiti molto diversi: esperienze amministrative, professionisti, cittadini, rappresentanti della società civile – ha commentato Majorino – . È un valore aggiunto all’alleanza e riflette la voglia di lottare fino in fondo per cambiare le cose, perché noi ci candidiamo per vincere e vogliamo vincere per cambiare. In Lombardia c’è bisogno di cambiamento in regione sulla sanità, sull’ambiente, sulla mobilità e sulle politiche del lavoro”.

Cambiamento è stata la parola più usata, quella che nelle intenzioni ha un significativo appeal nel mondo di sinistra che proietta una radicale svolta. La Moratti? Ma dai…non esiste come competitor, dice lui.

“Un mese fa mi dicevano che correvo per arrivare secondo, ora per noi la sfida è arrivare primi. In un mese abbiamo già spostato l’obiettivo elettorale della nostra competizione, e lo dico con rispetto per Letizia Moratti, ma oggi è evidente che la sfida è tra me e Attilio Fontana. La sfida è tra la conservazione e cambiamento”.

Il programma per ora non c’è e tutto si basa sulla fiducia nell’uomo Majorino che incita i suoi fedeli.

  “Noi dobbiamo cambiare la Lombardia, e dobbiamo vincere per cambiare. Stiamo costruendo un grande movimento collettivo per vincere e cambiare in Lombardia”.

La riflessione “Ho visto un sondaggio anche migliore di quello uscito su La7 che mi dà al 40%. Come ne ho visti di peggiori. Ma al di là del singolo sondaggio la partita è aperta e questo me lo dice la gente andando in giro sui territori. La partita è aperta perché dopo 28 anni c’è l’urgenza di mandare a casa la destra. È molto difficile però io ci credo”.

Una mia domanda: quante persone hanno sperato e creduto in lei per una presa d’atto e un aiuto, durante il periodo del suo assessorato a Milano?

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