Il ritrovamento di decine di bottiglie di ammoniaca e alcool ai piedi di due caverne dell’ex zoo ai Giardini Pubblici
Montanelli, da mesi diventate l’abitazione di una “tribù”, proveniente dai Bastioni, dimostra che il livello di degrado dell’unico spazio verde nel tanto celebrato triangolo della moda di Milano, ha fatto un deciso salto di qualità, da consumo e spaccio a fabbrica di droga. Nei giorni scorsi, nelle caverne era stato filmato il fuoco, necessario anche per raffinare la cocaina. La situazione si è rapidamente deteriorata a partire dal mese di settembre senza che mai ci fossero stati interventi delle forze dell’ordine tesi a scoraggiare queste occupazioni cavernicole permanenti e massicce che ogni giorno diventano sempre più numerose e aggressive. Amsa dovrebbe smettere di pulire tutti i giorni quell’area, di sprecare tempo e mezzi per niente, sino a quando non sarà ripristinata la normalità. Dovrebbe fare una bella raccolta di una settimana di schifezze da portare periodicamente al domicilio di chi potrebbe intervenire e non lo fa. Dobbiamo forse aspettare qualche tragedia per vedere un intervento drastico come ci fu nel 2016? Dobbiamo davvero continuare a sopportare una fabbrica di crack in un giardino pubblico che sta diventando
sempre più off limits per i cittadini comuni, che sono sempre più impauriti? E pensare che l’unico presidio che c’è in questo periodo, il Villaggio delle Meraviglie, lo vogliono eliminare. Incredibile!
ogni anfratto è occupato, gazebo, grotte, diverse panchine, perfino il Biolab abbandonato, sotto il ponte dell’asilo e lo scivolo del Planetario. Lungo la scalinata dell’asilo ho visto gente che spacciava e consumava. Non ho mai più visto interventi di Polizia Locale o altre forze dell’ordine. È evidente che chi bivacca stabilmente ai Giardini mangia, dorme, cucina, si riscalda, si droga e fa i bisogni. Il laghetto è di nuovo pieno di chiazze oleose. Troviamo sempre tanti preservativi. Le grotte sono pericolose perché i soffitti possono crollare, i fuochi sono pericolosi per la vegetazione. La situazione sanitaria e di pulizia la potete facilmente immaginare.Milano Post è edito dalla Società Editoriale Nuova Milano Post S.r.l.s , con sede in via Giambellino, 60-20147 Milano.
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Incommentabile!!!