Ogni bambino è unico e il suo sviluppo procede a ritmi variabili. Si parte da lui, non da un metodo”. Lo spiega la
professoressa Susanna Mantovani, considerata un punto di riferimento in Italia e all’estero quando si parla di infanzia, di sviluppo e di educazione, ma anche di politiche per la famiglia e di formazione professionale di insegnanti ed educatori. E’ oggi professoressa onoraria del Dipartimento di Scienze Umane per la formazione “R. Massa”, presso l’Università Bicocca di Milano. La sua ricerca scientifica nell’ambito dell’infanzia, dei servizi educativi e per le politiche della famiglia si è sviluppata fin dalla nascita del Dipartimento di Scienze per la formazione “R. Massa” e ha ispirato la pedagogia del Nido e della Scuola Bambini Bicocca. E’ stata preside della facoltà di Scienze della formazione (2001-2007) e pro-rettrice vicaria dell’Università Bicocca (2007-2013), nonché membro del Consiglio di Amministrazione (2013-2016).
Com’è nata l’idea del Nido e della scuola dell’Infanzia “Bambini Bicocca”?
un’ala dell’edificio U16 di via Giolli e, oltre a garantire il servizio per chi lavora in Università, ha subito stipulato una convenzione con Pirelli, azienda storica del quartiere Bicocca, diventata sostenitrice del progetto, permettendo ai figli dei dipendenti di accedere alla scuola. E’ nata così un’iniziativa di welfare aziendale di qualità, che, grazie all’Università, promuove la ricerca e la formazione, perché il Nido è anche laboratorio di formazione dei servizi educativi per l’infanzia e sede di tirocinio per i futuri educatori.
Chi gestisce il progetto?
Qual è la filosofia che lo anima?
all’apprendimento e a un’ offerta ricca e ben progettata di esperienze e attività scientifiche, linguistiche, espressive. Riteniamo che oggi – ormai l’importanza di un’educazione ricca fin dai primissimi anni è riconosciuta da tutti – un aspetto molto importante, e direi anche urgente, sia offrire ai bambini esperienze sociali ricche ed equilibrate con i coetanei e adulti non familiari. Direi che l’equilibrio tra individualizzazione e socialità, tra proposte progettuali e esperienze di apprendimento cooperativo e di condivisione, tra esperienze familiari ed esperienze offerte nel niso e nella scuola sono il tratto distintivo del nostro approccio. Il mondo cambia, lo abbiamo visto in questi anni, e l’offerta formativa va costantemente ripensata, verificata e adattata per attrezzare i bambini ad affrontare la conoscenza del mondo.
Ma come si riesce a comprendere bene le esigenze di ogni bambino?
Quali sono le vostre attività di ricerca?
Cosa devono lasciare gli anni del nido e della scuola dell’infanzia nel percorso di crescita di un bimbo?
Come deve essere il rapporto tra educatori e bambini?
Che ruolo hanno i genitori e come vengono accompagnati in una fase che per tanti rappresenta un primo distacco dai figli?
La pandemia da Covid ha avuto un impatto importante sui più piccoli, sulle famiglie e su chi lavora nel mondo dell’educazione. Che segno ha lasciato?
E quali insegnamenti per il futuro?
Nuove e più intense, ma anche più articolate attività di contatto con la famiglia, stare tanto all’aperto senza timore del freddo, pratiche igieniche frequenti e naturali. Finalmente abbiamo capito che i bambini si sanno autoregolare ed è aumentata l’attenzione alle buone abitudini di igiene e di alimentazione. Certe regole, come il lavarsi le mani, vanno rispettate. Quando dubitano i genitori e le maestre, dubitano anche i bambini, quando gli adulti sono convinti e dunque serenamente decisi – e non poteva essere altimenti col Covid – i risultati si sono visti.
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