Gli episodi di aggressione che ogni giorno ormai si verificano in città, sono spesso attribuiti a disturbi psichici, ma mai come attualmente il disagio sociale è esploso in azioni violente, quasi un voler affermare la propria presenza a loro giudizio evidentemente dimenticata. Ed è anche un’accusa per un disadattamento sociale virulento che non trova risposte.
Da Il Giorno l’ultima cronaca “Momenti di paura, questa mattina (ieri ndr), in piazza Leonardo da Vinci a Milano: un uomo si sarebbe presentato alla fermata del tram 33 impugnando una sorta di lancia artigianale. I passanti, impauriti, hanno chiamato la Polizia Locale, che è subito intervenuta. Secondo le prime informazioni, il 48enne – uno sbandato noto alle forze dell’ordine e ai sanitari – non avrebbe minacciato nessuno in modo diretto, ma l’esatta ricostruzione dell’accaduto è ancora in corso. In mano aveva un bastone con legato, in punta, un taglierino. Dopo essere stato bloccato, è stato portato in Psichiatria all’ospedale Niguarda”
Le forze dell’Ordine sono sempre molto attive e puntuali, ma non è sufficiente reprimere, il malessere ha radici che vanno contestualizzate, capite e possibilmente risolte.
Con tutti i tavoli di analisi aperti da Sala, il tema del disagio anche causato dalla pandemia, dall’incertezza economica, dalla carenza abitativa non viene trattato. Si fa troppo in fretta a dire era un balordo, un disturbato psichico…

Soggettista e sceneggiatrice di fumetti, editore negli anni settanta, autore di libri, racconti e fiabe, fondatore di Associazione onlus per anziani, da dieci anni caporedattore di Milano Post. Interessi: politica, cultura, Arte, Vecchia Milano