Bocciato a pieni voti il nuovo corso Buenos Aires pedonale

Milano

Le proteste «A rischio la consegna della merce, pericolo borseggiatori»

Il “nuovo” corso Buenos Aires non piace a nessuno, ma la protervia dell’imposizione comminata come green, non sente ragioni, nonostante le roventi proteste e l’illogicità che sta nelle cose, nelle esigenze di chi vive e opera in zona.

Il Corriere riferisce le opinioni degli interessati:

«È meglio la situazione attuale di quello che vuole andare a fare il Comune». L’affermazione colpisce. Non fosse altro per il fatto che quando Palazzo Marino decise di disegnare la ciclabile di corso Buenos Aires, subito dopo il primo lockdown, le proteste dei commercianti assunsero toni durissimi. Adesso il progetto di eliminare la sosta, il carico e scarico e di ridurre la larghezza delle corsie riapre il canale delle polemiche e fa rimpiangere la situazione attuale. «Perché quello che c’è oggi accontenta un po’ tutti — dice Cristina Giraudo, proprietaria dell’Ottica Soatin — Le persone arrivano, fermano l’auto per un paio di minuti, fanno la loro commissione e se ne vanno. Con la ciclabile protetta, con la cancellazione dei parcheggi e con un’unica corsia che cosa succederà? Le auto cercheranno di fermarsi ugualmente e se c’è un autoambulanza dietro o un camion dei pompieri che succede? Ripeto: è meglio adesso».

Sulle barricate c’è anche Licia Travierso, titolare della Farmacia Formaggia: «Corso Buenos Aires è l’arteria commerciale più importante della città e che vogliono fare? Vogliono trasformarla nelle Ramblas con tanto di borseggiatori? Non capisco perché ci sia un accanimento tale su questo corso. Nell’arco di una giornata di lavoro ricevo di media sei consegne di medicinali. Se per me sarà difficile ricevere la merce per chi ha consegne più ingenti sarà impossibile».

Gli operatori di carico e scarico che servono 300 negozi sul corso e sulle vie laterali  sono inviperiti.

«Mi sembra impossibile che su una strada con un calibro così grande non si riesca a trovare una soluzione che accontenti tutti» dice Maurizio Naro, presidente di Apam, l’associazione degli albergatori, allargando il discorso al tema del carico-scarico a tutti e anche alle postazione dei taxi: «Togliere queste aree è impensabile».

Anna Ferrari

2 thoughts on “Bocciato a pieni voti il nuovo corso Buenos Aires pedonale

  1. Bene che ci siano opinioni diverse che animano il dibattito, ma da lì a parlare di bocciatura mi sembra forte e un po’ ideologico, soprattutto perchè basata su argomentazioni approssimative.
    A tal proposito rilevo che:
    – è sbagliato apparentare il nuovo modello di BAires alle Ramblas – che non sono una via commerciale e che soprattutto sono in una zona decentrata di Barcellona, verso il mare. il paragone dovrebbe essere invece il Kurfürstendamm di Berlino o Karntner Strasse di Vienna – non necessariamente pedonalizzate;
    – è sbagliato ventilare il pericolo borseggiatori, perchè tanto quelli operano meglio in situazioni di calca come le metropolitane;
    – è difficile pensare che un corso come quello attuale (con caldo, macchine parcheggiate in modo anarchico, rumore, rischio investimento) possa essere più produttivo/attrattivo per lo shopping rispetto ad un modello come quello di via Dante, un vero gioiello dello shopping milanese, oppure di altri esempi europei;
    Proprio in merito al modello di successo di via Dante, ricordo un passaggio di un recente articolo del Corriere sul tema “come monito vale sempre quello che è successo con la pedonalizzazione di via Dante. Commercianti sulle barricate. All’inizio tutti. Dopo, solo quello rimati fuori.”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.