Frodano l’Iva per oltre 260 milioni, evasione nella Gdo

Cronaca

15 le società coinvolte. Hanno emesso fatture false per 1,8 miliardi acquistando sistematicamente merce senza applicare l’imposta in Italia e all’estero. Ordinanze nei confronti di 13 persone

Una rete di fatture false per 1,8 miliardi di euro che ha garantito un’evasione Iva per oltre 260 milioni. È questo l’esito di un’indagine nel settore della Grande Distribuzione Organizzata da parte della finanza coordinata con la Procura di Milano che ha portato all’emissione di un ordinanza di misure cautelari nei confronti di 13 persone.

Il reato contestato

I finanzieri del comando Provinciale di Milano stanno eseguendo un’ordinanza nei confronti di 13 persone (9 arresti domiciliari e 4 divieto di esercitare imprese e uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese) indagate per i reati di associazione a delinquere e frode fiscale, in particolare per dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti, omessa dichiarazione ed emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti). Le indagini del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza “hanno permesso di scoprire una frode carosello Iva nel settore della Grande distribuzione organizzata (Gdo), perpetrata mediante l’emissione e l’utilizzo di fatture false per 1,8 miliardi di euro da parte di una articolata rete di società italiane ed estere”, si legge nella nota firmata dal procuratore di Milano Marcello Viola.

Cosa è accaduto

Le indagini, eseguite parallelamente ad alcune verifiche fiscali condotte dall’Agenzia delle Entrate, “hanno permesso di quantificare l’evasione d’Iva da parte delle società coinvolte per un importo pari a oltre 260 milioni di euro”. Le società gestite dagli indagati avrebbero sistematicamente effettuato l’acquisto della merce senza l’applicazione dell’Iva, sia attraverso la presentazione a fornitori italiani di lettere di intento mendaci, sia attraverso operazioni intracomunitarie non imponibili da parte di società cartiere (il cosiddetto “missing trader”) interposte all’interno del ciclo di fatturazione della merce.

In tale modo le catene della grande distribuzione organizzata, beneficiarie finali della presunta frode, avrebbero ottenuto un indebito risparmio d’imposta connesso all’omesso versamento dell’Iva da parte delle società missing trader. La documentazione contabile è stata acquisita anche attraverso il canale di cooperazione di polizia denominato Empact (European multidisciplinary platform against criminal threats), costituito in ambito Europol, che ha permesso raccogliere informazioni dalle agenzie fiscali di 12 Paesi dell’Unione europea.

La decisione del Gip

Allo stato delle indagini, il gip ha disposto il sequestro preventivo di oltre 260 milioni di euro, nei confronti di 15 società, pari all’ammontare dell’Iva evasa, anche ai sensi della nuova disciplina sulla responsabilità amministrativa degli enti per i reati tributari. Le operazioni sono in corso nelle province di Milano, Roma, Torino, Napoli, Ancona, Brescia, Lodi Vicenza, Rimini, Padova, Salerno e Potenza. (riproduzione riservata)

Nicola Carosielli (MilanoFinanza )

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