I ghetti, luoghi senza bussola, senza idee di futuro, extracomunitari lasciati a marcire, degrado di esistenze: questa l’accoglienza di Sala. E rabbia, tanta rabbia che diventa aggressione, violenza con o senza coltelli o machete, ai danni di chi non sa offrire nulla o quasi dopo aver dichiarato ai quattro venti la volontà di integrare gli “ospiti”
Osserva Il Giornale “Sarebbe bastato leggere le cronache nere di nazioni una decina d’anni più avanti sulla strada dell’immigrazione selvaggia coma la Francia o il Belgio per capire che anche a Milano i ghetti sarebbero esplosi come pentole a pressione guaste. Amplificando il disagio giovanile reso ancor più acuto nelle seconde generazioni extracomunitarie, capaci come si era ben visto di sfogare un’incontenibile rabbia. E a nulla, ovviamente, servono le troppe chiacchiere demagogiche dei sedicenti politici progressisti e le fotografie con i rapper con cui il sindaco Sala pensa di poter affrontare un fenomeno di benaltra portata. Quella rabbia è diventata odio viscerale in molte occasioni, rivalsa, quasi un imperativo categorico per distruggere, inveire, minacciare. Perché la verità è che ormai quasi undici anni di centrosinistra al governo di Milano, nulla hanno fatto per affrontare il problema di quartieri ormai completamente islamizzati o in mano alle gang sudamericane. I progetti di riqualificazione e integrazione sono rimasti sulla carta dei discorsi da campagna elettorale e la situazione è ormai degenerata.” Conclude il quotidiano con lucidità.