Apertura Internazionale: studenti dall’estero in università milanesi +4,6%

Milano

Anche nell’anno della pandemia (2020-2021), sono più di 15mila gli studenti internazionali che hanno scelto di svolgere o di completare il proprio percorso di studi in uno degli otto atenei della città metropolitana di Milano, in aumento (+4,6%) rispetto all’anno precedente, e oltre l’80% dei 18mila totali a livello lombardo. È questo il bilancio che emerge dall’indagine annuale di Assolombarda, giunta all’undicesima edizione, sul grado di apertura internazionale del polo accademico del territorio. Seppur la crescita si mostri più debole (negli ultimi tre anni l’espansione anno su anno si è attestata intorno al +11%), il segno positivo indica chiaramente come il processo di internazionalizzazione degli atenei milanesi non si sia arrestato con il Covid. I Gli studenti dall’estero rappresentano a Milano, in particolare, il 6,7% dei 227 mila iscritti totali (un punto percentuale in più rispetto all’insieme degli atenei lombardi). Un numero non scontato, considerato che l’emergenza sanitaria ha imposto forti limitazioni alla mobilità internazionale delle persone e ha obbligato a una rapida riorganizzazione dell’offerta formativa da parte degli atenei, testimoniando, quindi, la capacità di reazione e soprattutto la tenuta dell’attrattività internazionale delle università e del territorio. Ben il 40,7% è iscritto a un corso di laurea ‘Stem’ (ossia un corso di Scienze, Matematica, Ingegneria, Tecnologia, Fisica, Informatica, Chimica, Architettura), una percentuale molto più elevata rispetto al 29,8% rilevato per il totale degli studenti milanesi. Il principale bacino di provenienza degli studenti internazionali è l’Asia, con il 44% di iscritti, +3 punti percentuali rispetto all’anno precedente; in particolare, sono tre i Paesi di partenza: la Cina, con quasi 2.300 studenti (il 15,7% del totale iscritti internazionali), segue l’India con circa 1.500 giovani (il 10,3%) e a breve distanza l’Iran con più di 1.200 (l’8,7%). Il 38,5% di studenti internazionali proviene da un Paese europeo, grazie anche alla libera circolazione assicurata dall’Unione europea. “L’alto livello di apertura internazionale insieme alla elevata capacità di attrarre i talenti migliori confermano la grande vitalità del sistema accademico e del tessuto sociale di Milano e della Lombardia, ‘habitat’ sempre più favorevole nel quale studiare e fulcro della ricerca e dell’innovazione in Italia” ha commentato in una nota Monica Poggio, vicepresidente di Assolombarda con delega a Università, Ricerca e Capitale umano.

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