Le perle nascoste della città: alcuni fra i più bei cortili di Milano

Milano

Oltre all’aspetto esterno di grande impatto molti palazzi storici meneghini racchiudono come in uno scrigno corti e cortili di grande fascino e prestigio.

Milano Città Stato ce ne presenta una selezione intitolata  “I 7 CORTILI più belli di Milano: il tesoro nascosto della città”

  • Fra le tante perle nascoste del capoluogo lombardo, gli interni dei più bei palazzi storici: corti e cortili, con o senza giardini

#1 Palazzo Serbelloni

Uno dei primi palazzi patrizi, edificato sull’antico preesistente edificio seicentesco.
Fu l’architetto Simone Cantoni a progettare il loggiato neoclassico che ne caratterizza la facciata (1793).  Palazzo Serbelloni divenne col tempo meta di incontri letterari d’élite e raduni di stampo illuminista, ospitò Napoleone, il principe di Metternich e, in seguito, Vittorio Emanuele II e Napoleone III.

Fino alla fine dell’Ottocento Palazzo Serbelloni comprendeva, come del resto molti degli altri stabili nobiliari della zona, un vasto giardino che si estendeva dal cortile sul retro fino all’attuale corso Monforte: il giardino fu per la prima volta diviso nel 1890 per realizzare l’Istituto dei Ciechi, e in seguito per la lottizzazione del terreno e l’apertura e l’edificazione delle nuove vie Mozart, Serbelloni e Barozzi (1907 – 1926).

#2 Giardino Alessandro Manzoni

Credit: @egidia_cassinese

Parlando di cortili, non possiamo non citare il patio dell’elegantissimo Giardino Alessandro Manzoni. Aperto al pubblico dall’ottobre 2015, il giardino si trova tra la Casa del Manzoni e Palazzo Anguissola Antona Traversi. Passeggiando tra i tigli e le magnolie di questa splendida corte verde nel cuore di Milano si possono ammirare alcune sculture d’arte contemporanea realizzate da Joan Miró, Giò Pomodoro, Jean Arp e Pietro Cascella.

E’ presente anche una fontana a edicola con il busto di Alessandro Magno, simbolo dell’autorevolezza del casato Anguissola e segno evidente della passione del conte Antonio Carlo per l’antichità classica.

#3 Villa Necchi Campiglio

Credit: @kellybehunstudio

È una dimora storica che fa parte del circuito delle “Case museo di Milano”. Si trova in via Mozart 14, a due passi dal precedentemente citato palazzo Serbelloni e dalla “nostra” via Vivaio.
Fu costruita tra il 1932 e il 1935 come casa unifamiliare indipendente su progetto di Piero Portaluppi, uno dei più grandi architetti italiani del periodo assieme a Luca Beltrami.

Circondata da un ampio cortile con giardino e una piscina che storicamente è stata la seconda di Milano dopo quella municipale (ma la prima ad essere realizzata su un terreno privato), le sorelle Necchi, prive di eredi, hanno donato nel 2008 la villa al FAI (Fondo Ambiente Italiano), ente che ha valorizzato al meglio i sentieri e le
meraviglie di Villa Necchi.

#4 Vigna di Leonardo

Credit: @lucciola_travel_

La vigna di Leonardo da Vinci era un vigneto che Ludovico il Moro donò al genio universale toscano, mentre stava confezionando gli ultimi dettagli dell’ Ultima Cena, come gesto di riconoscenza per «le svariate e mirabili opere da lui eseguite».

Il terreno originario era posto oltre il quartiere di Porta Vercellina a Milano nei pressi del Borgo delle Grazie, sullo spazio edificabile della vigna grande di San Vittore. Nel 2015, in occasione dell’Expo, attorno al superbo cortile di Casa degli Atellani è stata realizzata una nuova «Vigna di Leonardo».

#5 Palazzo Bagatti Valsecchi

Credit: @gasparolirestauri

Era di proprietà dei due fratelli Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi, entrambi laureati in legge, ma appassionati di arte e architettura, tanto da occuparsi della progettazione di numerose costruzioni ed in primis di quella delle loro due case ai civici 10 e 7 in via Santo Spirito. Fecero delle loro dimore le case ideali, l’una ispirata al tardo Cinquecento e l’altra al Quattrocento lombardi e alla fine le unirono in un’unica residenza.

I due cortili, attraverso gli androni, mettono in comunicazione via Gesù con via Santo Spirito. Nel cortile è riportata la data del 1882 che indica il secondo intervento architettonico per l’abbellimento e l’ingrandimento della dimora, nonché l’anno di matrimonio di Giuseppe.

Vi è poi una scritta sul pavimento davanti all’ingresso della casa: “AGE HOSPES EST TIBI AMICA DOMUS” ovvero “Salve ospite questa casa ti è amica”Il Palazzo Bagatti Valsecchi è stato acquistato dalla Regione Lombardia nel 1975 ed è oggi gestito dalla Fondazione Bagatti Valsecchi – ONLUS.

#6 Palazzo Clerici

La dimora della ricca ed influente famiglia patrizia dei Clerici è situata a Milano nell’omonima via, detta nel Seicento “Contrada del prestino dei Bossi”.
Nel Settecento l’antico palazzo padronale che qui sorgeva e che era appartenuto ai Visconti, venne completamente modificato ad opera del marchese Anton Giorgio Clerici (1715-1768) il quale ne fece una delle case più sfarzose dell’epoca.

Il palazzo, dal 1771 al 1778, venne affittato agli arciduchi d’Austria, Ferdinando d’Asburgo- Lorena e Maria Beatrice d’Este, i quali vi instaurarono la loro corte durante il periodo in cui furono a capo del governatorato di Milano. Il cortile interno è uno dei più maestosi della città, ed oggi Palazzo Clerici ospita la sede milanese dell’ISPI (Istituto Studi Politica Internazionale).

#7 Cà granda

Credit: @lorenzo.gianstefani

Il chiostro milanese per antonomasia e, probabilmente, il cortile interno più amato dai giovani, universitari e non. Di forma quadrata e di dimensioni decisamente imponenti, il chiostro di Cà Granda, opera dell’architetto medievale Francesco Maria Richini (autore anche del cortile del palazzo di Brera) è impostato su un porticato ad ordini sovrapposti con colonne di ordine corinzio di granito di Baveno, con base e capitelli in pietra di Viggiù a reggere sia l’arco a tutto sesto in pietra di Angera, sia i medaglioni e il fregio decorato a rilievo.

Aperto liberamente al pubblico e sede principale dell’Unimi (Università degli Studi di Milano) si trova a 5 minuti a piedi dal Duomo.”

CARLO CHIODO (Milano Città Stato)

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