Il commento di Luciano: 37a di serie A

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 Buon lunedì ai lettori, siamo alla penultima di questo tribolato campionato 2020-21, e resta ormai poco da definire sia in testa che in coda. La Champions L. attende di sapere quali saranno, oltre a Inter e Atalanta (oggi matematicamente qualificata, 3 anno consecutivo!), le altre squadre a completare il quadro, anche in Europa L. In vantaggio sulla corsa ora il Napoli, più del Milan, con la Juventus alle spalle di un solo punto ad una giornata dalla fine. Nel frattempo, sabato si sono giocati 4 anticipi, tra cui il cosiddetto “derby d’Italia” tra Juventus e Inter e il derby laziale tra la squadra di Inzaghi e i giallorossi di Fonseca.
A Torino, i bianconeri avevano l’assoluta necessità di far punti per non perdere le ultime speranze di qualificazione Champions. L’hanno vinta a 2 minuti dal 90°, contro un’Inter non proprio feroce ma che, specie nel secondo tempo, anche per la superiorità numerica, nell’ultima mezz’ora ha assediato a lungo la metacampo juventina, sfiorando il bersaglio senza tuttavia arrivare al gol. Partita decisa più che dal campo, dagli episodi e da alcuni errori di valutazione dell’arbitro Calvarese, con 2 rigori su 3 concessi un po’ generosamente e 2 espulsioni tutto sommato troppo severe.
3-2 finale, i gol al 24′ Ronaldo (J), 35′ rig. Lukaku (I), 45’+2′ Cuadrado (J), 83′ aut’ Chiellini (J), 88′ rig. Cuadrado (J) , partita dalle mille emozioni condizionata dalle continue (discutibili) decisioni arbitrali, ma la Juventus ha trovato un successo vitale, che tiene acceso un lumicino di speranza europea. Inter combattiva nel secondo tempo, bianconeri frenetici e trascinati da un super Cuadrado, distintosi per il gran lavoro ma anche per l’astuzia nell’azione che Calvarese, non consultando la VAR, ha valutato frettolosamente come fallo di Perisic sul colombiano, che invece è parso ai più (tra cui anche l’ex juventino Del Piero) un contatto cercato e trovato ad arte dal folletto bianconero. Dybala é rimasto in panchina per tutta la gara. Inter e Conte non soddisfatti, anche se ovviamente il risultato era ormai ininfluente, si ripromettono di terminare a S.Siro contro l’Udinese una stagione comunque trionfale in campionato, molto meno in Europa per la quale serviranno pochi ma essenziali ritocchi.
Vittoria pesante e meritata dello Spezia di Italiano, che si impone per 4-1 sul campo del Torino. A sbloccarla è Saponara al 14′, dopo aver colpito un palo un minuto prima, con Nzola che ha siglato il 2-0 al 45′ su calcio di rigore dopo un intervento scomposto di Vojvoda su Pobega. Inutile il momentaneo 2-1 di Belotti dal dischetto al 55′, con le reti di Nzola al 75′ ed Erlic all’83’ che hanno definitivamente chiuso la sfida. In virtù di questo risultato lo Spezia è matematicamente salvo, con il Toro che rischia ora di giocarsi tutto nella sfida salvezza all’ultima giornata contro il Benevento.
Col brivido, con un pizzico di inutile sofferenza, con la solita girandola di gol ed emozioni, l’Atalanta ce l’ha fatta di nuovo: per il terzo anno consecutivo, la Dea è ai gironi di Champions League. Un risultato ancora una volta storico, un tempo inimmaginabile diventato oggi dolcissima realtà. Contro un Genoa pieno zeppo di seconde linee e giovani, finisce 4-3 per gli uomini di Gasperini. Un un primo tempo straripante, chiuso in vantaggio di tre reti grazie a ZapataMalinovskyi Gosens, e una ripresa in cui accade di tutto: accorcia ShomurodovPasalic firma l’1-4, ma Pandev su rigore e ancora Shomurodov incendiano il finale. Alla fine, però, a imporsi è l’Atalanta. Che ora può pensare alla finale di Coppa Italia contro la Juventus e intanto si gode il vantaggio in classifica sul quinto posto della stessa Juve, +6, imprendibile grazie agli scontri diretti favorevoli. A Bergamo, in attesa di mercoledì, si fa di nuovo festa.
All’Olimpico, la Roma riscatta nel derby la sconfitta con l’Inter e affonda (2-0) una Lazio che è parsa un po’ con le gomme sgonfie, condannandola ufficialmente all’Europa League. I giallorossi si prendono il derby: 2-0 con Mkhitaryan e Pedro, un gol per tempo. Un risultato importante per gli uomini di Fonseca, ora a +5 dal Sassuolo nella corsa al settimo posto, e che ufficializza l’addio dei biancocelesti alla Champions: il quarto posto è distante otto lunghezze, con al massimo sei punti disponibili per la formazione di Inzaghi. Partita bloccata, soprattutto nel primo tempo: la Roma sfrutta un Dzeko in palla, si aggrappa a un ottimo Fuzato e chiude la prima frazione avanti per gol di Mkhitaryan. Nella ripresa il copione non cambia, la Lazio non riesce ad attaccare con continuità e un super gol di Pedro chiude i conti. Nel finale espulso Acerbi: la Lazio saluta la Champions, la Roma la vede, si tiene il settimo posto e vince il primo scontro diretto della stagione.
Altro match fondamentale per la lotta Champions, Fiorentina-Napoli al Franchi, si è concluso con la vittoria per 2-0 dei partenopei, che continuano la corsa alla qualificazione sempre più vicina. Dopo un primo tempo avaro di emozioni (da segnalare solo una traversa su punizione di Insigne), nel secondo tempo
un’ingenuità di Milenkovic consente a Insigne di sfruttare un calcio di rigore: sulla respinta di Terracciano, l’attaccante del Napoli non fallisce e mette ugualmente in ret. A sigillare il risultato è un autogol di Venuti, che sporca la conclusione di Zielinski, indirizzata all’angolino. Risultato pesantissimo in chiave europea per gli azzurri di Gattuso, che salgono a 76 punti e rimangono padroni del proprio destino. Scavalcata la Juventus a una gara dal termine, ora Insigne e compagni hanno una chance in più grazie al pareggio del Cagliari a S.Siro . Partita d’onore per la Fiorentina di Iachini, che conferma comunque il buon momento di forma correndo per 90′ e non arrendendosi mai, nonostante la precaria situazione societaria e la salvezza già conquistata.
Per il Benevento è quasi finita. La “strega” di Inzaghi non fa sortilegi nemmeno contro il Crotone, già retrocesso da tempo e in 10 per più di un’ora, e vede la propria permanenza in Serie A appesa a un filo. Al Vigorito finisce 1-1, ed è un pareggio che sa di sconfitta e di condanna, perché ora al Torino basterà un semplice pareggio nel recupero di martedì in casa della Lazio per salvarsi, mandando al contempo in B i sanniti e rendendo inutile lo scontro diretto in programma nel prossimo weekend all’Olimpico Grande Torino. Sblocca subito LapadulaGolemic viene espulso per un fallo in chiara occasione da gol sullo stesso centravanti, ma il Benevento ha il grossissimo torto di non chiudere i conti quando potrebbe. E così, al minuto 93′, Simy batte Montipò da pochi passi e firma un gol che potrebbe cambiare il corso della lotta salvezza. Ora, palla al Torino. Tra due giorni tutto potrebbe essere già deciso.
Match senza ambizioni di classifica quello tra Udinese e Sampdoria alla Dacia Arena. A spuntarla 1-0 sono i doriani, che passano nel finale con un rigore del subentrato Quagliarella a due minuti dal 90°, dopo un fallo di mano di Bonifazi su un tiro ravvicinato di Verre. In virtù di questo risultato i blucerchiati consolidano dunque il nono posto in classifica, salendo a quota 52 punti.
Parma-Sassuolo, al Tardini, si è concluso col punteggio di 1-3. Botta risposta LocatelliBruno Alves, poi Defrel e Boga permettono ai neroverdi di archiviare la pratica ducale. Sassuolo a -2 dalla Roma in attesa dell’ultima giornata: i neroverdi ospiteranno la Lazio, Spezia-Roma al Picco. Corsa Conference League ancora aperta.
Ultima partita della serata domenicale, Milan-Cagliari, un incontro che doveva essere la conferma del Milan in Champions L., ma qualcosa non ha funzionato e le reti sono rimaste inviolate, 0-0. A conferma che le dispute da bar su chi è più forte, basate sul risultato di una partita, lasciano il tempo che trovano e indicano chiaramente che vincere una o due partite in maniera eclatante non ha lo stesso valore della continuità nel corso del campionato. Quella che ha avuto l’Inter, e non le altre, Juventus inclusa, che sabato ad alcuni è parsa più forte in una partita che era obbligata a vincere solo lei, lo ha fatto con estrema fatica e solo grazie allo svarione finale di un arbitro decisamente collezionista di gaffes. E tornando al Milan, quanto detto conferma che nemmeno 10 gol nelle ultime due partite, tra cui ben 3 alla stessa Juventus, hanno garantito lo stesso esito contro un Cagliari agguerrito e determinato a festeggiare la sua permanenza in serie A. Ancora una volta, a “faro spento” (Ibra fuori), il Milan si è smarrito tra le maglie strette dei rossoblu di Semplici, che hanno anche rischiato di portar via più di un punto da S.Siro. Solo due parate miracolose di Donnarumma su Pavoletti Godin hanno impedito al Diavolo di subire l’onta di una sconfitta che lo avrebbe escluso al 90% dalla qualificazione Champions. Dovrà quindi fare l’impresa contro Gasperini, impegnato mercoledì nella finale di Coppa Italia contro la Juventus.
E non sarà facile, visti i precedenti. Nell’immagine, una delle parate di Donnarumma, nel finale, che vale quanto un gol ma frutta soltanto un punto.
E’ tutto per questa domenica, la penultima giornata di campionato si concluderà lunedì alle 20,45 con l’incontro tra Verona e Bologna.

Arrivederci alla prossima ed ultima giornata, tutta domenica prossima e in  contemporanea.

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