Il film sicuro di Sempronio

Politica RomaPost

Il tale Sempronio abita nel quartiere x, in genere fa un tragitto y e  raggiunge il suo ufficio nel quartiere z. Di solito fa acquisti generici nelle località x e z, che plausibilmente si trovano in una cerchia mediana quasi centrale, tale da offrire un arredo urbano completo agli svaghi e agli impegni. Tutti questi spostamenti e presenze sono segnati e registrati dalle celle della mobilità telefonica, che non si perdono un momento, nemmeno quando il nostro dorme. Tutta la vita, gli impegni, i contatti, le pulsazioni, le comunicazioni pubbliche e private stanno infatti nel telefonino che fa anche da sveglia.

Contemporaneamente tutti questi spostamenti e presenze sono anche segnati e registrati dai sistemi di videosorveglianza urbana, che uno dopo l’altro o anche sovrapposti, seguono ad aree oblunghe il panorama della mobilità urbana.  Hanno scopi propri ma già che ci sono, registrano anche il passante. Ad essi si associano i sistemi più interni, di stabili, parking, uffici, scale, negozi i cui sistemi di videosorveglianza interna proseguono la registrazione. Ed all’interno sono corroborati da nuovi addendum di registrazione, quali i badge di accesso all’entrata, qr code e otp per l’utilizzo  di strumenti di lavoro e le carte di pagamento wireless, quando tutto ciò non sia già presente nelle applicazioni del cellulare.

Se poi Sempronio non è un genio dell’orientamento ed è propenso ai social, egli stesso potrebbe aggiungere altri elementi carichi di contenuto, nel chiedere supporto o raccontare di sé con testi e immagini. Così vengono  registrati il luogo di lavoro, la professione dagli strumenti utilizzati, le preferenze di consumo, le passioni e le debolezze, inclusi i gusti sessuali e le idee politiche e sportive. Ogni giorno Caio fa un film senza saperlo, che resta nell’etere e nei server pronto da montare, nel caso un giorno interessi. La fortuna di Sempronio è però quella di non contare nulla; come quidam qualunque senza tanti soldi, senza potere, senza segreti  importanti partecipa di una massa milionari a che riempie le nuvole di server di miliardi di miliardi di dati inutili che lì restano.

La seconda fortuna di Sempronio, cittadino occidentale, era che tutti questi sistemi di sorveglianza appartengono a soggetti privati diversi. Ciascuna proprietà li usa egoisticamente per i propri scopi e non ne condivide i risultati, tranne in caso di vendita, che spesso non corretta, è mantenuta  segreta dai contraenti. La mancanza di comunicazione tra i proprietari delle banche, degli edifici, delle imprese, dei supermarket era la migliore garanzia di Caio. Certo l’autorità giudiziaria può avocare a sé tutti i dati provenienti da tante fonti ma con tempi lunghi ed al riparo delle garanzie di legge (tranne che non si tratti di politica). Purtroppo per Caio, però le cose sono cambiate.

Non è più importante che le proprietà delle banche, degli edifici, delle imprese, dei supermarket, delle telecamere siano distinte ed in concorrenza. Non è nemmeno più importante chi governa in Comune, in Regione, a Roma. Non è più importante perché tutti i soggetti pubblici e privati, piano piano sono stati costretti dalle condizioni economiche e tecnologiche a rifornirsi da pochi, pochissimi vendor di apparati, strumenti e sistemi, capi delle relative filiere. Costoro, peraltro fuori dal Paese e fuori dal Continente, si ritrovano in mano, teoricamente a loro insaputa, tutto il film della vita di Sempronio. E con i nuovi sistemi più evoluti registreranno tutto il film attraverso muri assorbenti trasparenti ed invisibili peraltro tutti di soggetti privati, molto collaborativi tra di loro.

Si vede ora il risultato di aver smantellato la l’indipendenza e la capacità produttiva tecnologica; cosa più grave di aver asfaltato quella militare. Adesso ci si agita, sulla base delle carte prodotte dal Copasir; si chiede la creazione dell’ennesima agenzia di security. Speriamo che in cambio chiudano quella per la privacy, che è farsa a cielo aperto. L’agenzia di security cyber cosa mai potrà fare? Richiedere i dati indietro? Senza avere le strutture e le imprese per gestirle e conservarle? Presidiare i flussi? Con quali strumenti, quali risorse? Chiederà di mandare gli ispettori a controllare le strutture di security estere? Forse si limiterà a pretendere che tutti i nostri dati in mano ai cinesi vadano agli americani . Senza capire che il passaggio di mano non garantisce indipendenza, persa da tempo, pensando alle guerre commerciali che ci attendono.

Resta dunque solo l’unica salvezza di restare modesti, inutili, non importanti, senza segreti, luogo di passaggio e di azioni altrui, come è stato e come è. Caio a lungo al vertice dei grandi monopolisti, come anche il premier, lo sa bene.

Il film di Sempronio ha molto da insegnare. 

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