Partono oggi dei tavoli di lavoro per disegnare il futuro di Milano. Il Sindaco Sala ha comunicato che l’iniziativa si chiamerà Fare Milano e che al termine lui deciderà se candidarsi.
Ma chi ha organizzato questa iniziativa? Chi ha deciso i partecipanti? Chi ha stabilito temi, tempi e sedi? Il Comune? Il PD? Il comitato per Beppe Sala Sindaco? Oggi chiederò tutto ciò e anche, naturalmente, chi paga.
Ma la questione non è solo la scarsa trasparenza.
Il Sindaco concepisce l’ascolto e il confronto con la città a senso unico. Per lui sono iniziative di propaganda personale, sono pezzi della strategia da Istituto Luce con cui uno squadrone di addetti stampa, fotografi, videomaker, social media manager vende la sua immagine anziché i servizi (sempre più scadenti ) del Comune.
Qualcuno si ricorda che ne è stato del Dibattito pubblico sui Navigli? E il piano Periferie poi divenuto Piano Quartieri? E il dibattito sul Piano di adattamento al Covid? Si lanciano le idee, non si ascolta il parere dei cittadini e spesso non si realizza nulla. Oppure addirittura si realizzano le iniziative contro il parere dei cittadini.
Mentre si lanciava un appello alla città su quali strategie seguire per ripartire dal Covid, gli operai erano già all’opera per dipingere 35 km di ciclabili senza aver ascoltato categorie, residenti e Municipi. Il Sindaco aveva messo in ferie il 70% dei Vigili senza consultarsi con nessuno e così, ad esempio, sono state decise l’urbanistica tattica, le piazze aperte o i criteri per l’assegnazione dei buoni spesa alimentari.
Quindi la partecipazione dei cittadini è un optional, per Sala, è solo la possibilità di ascoltare e leggere i proclami del Sindaco. Perché anziché lanciare nuovi tavoli, peraltro già orientati a scrivere il suo programma elettorale, non prende l’impegno di far rispondere ai cittadini dai suoi uffici? Ci sono migliaia di cittadini che segnalano degrado e incuria. Cittadini che chiedono permessi e concessioni per iniziare a lavorare e aspettano da mesi risposte. Si confronti prima di assumere provvedimenti sulla mobilità che penalizzano centinaia di migliaia di persone.
Insomma faccia per 8 mesi il Sindaco che ascolta la città e non il candidato Sindaco. E la smetta di raccontarci che ancora non sa se gli piace amministrare Milano.

Fabrizio De Pasquale ha 60 anni, è sposato, padre di 2 figli e vive a Milano. Laureato in Scienze Politiche, è stato Capo ufficio stampa di varie aziende e del Ministero dei Beni Culturali. Ha lavorato per RAI ed Expo2015 e per un centro media. E’ stato per 24 anni Consigliere e poi Capogruppo di Forza Italia a Palazzo Marino. Conosce bene Milano ma non smette mai di scoprire i problemi e le eccellenze che la metropoli produce ogni giorno. E’ Direttore e amministratore di Milanopost dal 2014 e crede nel ruolo dell’informazione locale per migliorare la città e i suoi abitanti.
Sim SALA bum!