“Rete No Cpr”, contro apertura Cpr via Corelli, annuncia presidio. Si unirà anche Majorino?

Milano

Tornerà Majorino a coordinare la protesta della “Rete No Cpr” alla riapertura di via Corelli? Le motivazioni della protesta si commentano da sole. Anche la Lamorgese segue politiche razziste? Se il Cpr di via Corelli è un lager, che cosa sono i sottopassi-dormitori per tanti clochard? Che vita è sopravvivere nelle cantine occupate abusivamente come topi? Eppure questo è il risultato dell’integrazione sbandierata dalla sinistra.

Mianews riferisce “Rete No Cpr annuncia un presidio davanti alla Prefettura il 2 ottobre contro l’apertura in via Corelli. “La città che si vanta di essere un modello di accoglienza avrà il suo carcere per innocenti nella prima metà di ottobre. Seguendo le tracce, i movimenti in corso, i bandi che la Prefettura ha pubblicato siamo certi dell’apertura e abbiamo deciso di non tacere”, scrivono in una nota. “Noi denunciamo che in un periodo che vede le vite di tutte e tutti sconvolte dalla pandemia da Covid 19 il progetto di aprire il lager di via Corelli è andato avanti. Presto giungerà a compimento, come già ci era stato annunciato nell’incontro che abbiamo avuto con la Prefettura a giugno. Sarà una struttura che potrà detenere 150 persone private dei più elementari diritti umani senza aver commesso alcun reato. Denunciamo la scelta politica compiuta da questo Governo e dalla ministra Luciana Lamorgese: nessuna discontinuità con le politiche razziste e repressive del suo predecessore Matteo Salvini” Infine, proseguono ancora “denunciamo il silenzio di tutte quelle figure politiche e sociali che non stanno spendendo una parola per fermare questo scempio giuridico e umano Chiediamo a tutte le realtà e alle persone che si si sono indignate e anche mobilitate per la terribile situazione nel campo profughi di Moria di essere insieme a noi nell’impedire l’apertura di un Cpr a Milano. Per noi non esistono confini, Moria e il Cpr di Milano sono originate dalle stesse scelte politiche razziste italiane ed europee. Tacere di fronte a quanto sta accadendo ci renderebbe complici. Essere indifferenti, criminali”.

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