ATM Milano: i dipendenti si sentono ‘abbandonati’: “Noi rischiamo ogni giorno: andrebbe chiuso il servizio”

Milano

La paura del coronavirus viaggia sui mezzi pubblici di Milano: gli autisti non si sentono al sicuro, non si sentono protetti: non esistono cabine di guida stagne, e anche le mascherine non sono mai state distribuite. Ma non solo, molti autisti lamentano il ritardo di ATM a dotarli dei più basilari sistemi di protezione: “dopo 15 giorni dall’allarme Virus a Milano hanno distribuito il gel alcolico per lavarsi le mani – spiega S.G. rappresentante sindacale UGL – e dopo 20 gg hanno solamente distanziato il Conducente, come tra l’altro prevedeva un decreto di qualche giorno prima. Le vetture sono prive di interfono per comunicazioni ai passeggeri, le cabine di guida sono del tutto aperte senza tutela”.

Ma non è tutto, la situazione sui mezzi di superficie di Milano è davvero preoccupante e gli operatori si sentono abbandonati a loro stessi e hanno paura di contrarre il virus. Lavorare in questo stato di timore non è certo il modo migliore per svolgere una attività delicata che richiede concentrazione e attenzione.

“Le sanificazioni vengono fatte con un panno umido senza rispettare le norme – prosegue S.G. – e ATM risponde che stanno attuando tutte le misure che il Ministero detta, ma non è abbastanza. I medici non danno più malattia se non si risulta positivi al virus, ed è tutto il corollario di disinteresse che ci preoccupa. Inoltre mi chiedo come possono “forzare” le ferie dei dipendenti per la riduzione del servizio che creerà, per forza, un aumento dei passeggeri sulle corse ridotte creando, inevitabilmente, l’affollamento sulle vetture e quindi l’aumento della possibilità di contagio.”.

Infatti, è proprio di oggi, la notizia che Atm taglierà il 40% delle corse da lunedì 16 marzo e che da domani ci sarà una riduzione del 20% su bus, tram e metropolitane. In questi giorni i passeggeri sono calati del 60-70%. In pratica da lunedì prossimo autobus, tram e treni della metropolitana passeranno con frequenze persino inferiori a quelle previste alla domenica dall’orario invernale. E’ un “taglio” dovuto al calo di passeggeri provocato dalle misure fin qui varate dal Governo per contenere il diffondersi del Coronavirus.

Situazione analoga anche per Trenord: in questo caso si è passati da una media giornaliera di 820mila pendolari a quasi 350mila passeggeri, con una perdita di viaggiatori pari al 60%. Un taglio, quello deciso dal Comune e da Atm, che resterà in vigore per quindici giorni, esattamente come le nuove disposizioni anti-Coronavirus decise e annunciate ieri sera in diretta dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

“Se ATM pensa di mandarci al fronte ha capito male – conclude S.G. – Sarebbe stato più saggio bloccare tutto per 15 giorni, o addirittura anche per un mese, utilizzando gli ammortizzatori sociali per i dipendenti e costringendo così, tutti quanti, a rimanere a casa e a contenere il contagio del coronavirus”.

L’Audace post

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