La strategia del Bibitaro: rubare ai soldati per dare ai burocrati.

Politica

È tutto nero su bianco. Nel disegno di legge della finanziaria, al punto 14, i gialloverdi prevedono: Riduzione delle spese militari – Si prevede una riduzione delle spese militari pari ai fondi necessari per la riforma dei Centri per l’impiego. Che cos’è il genio? È fantasia, intuizione, decisione e velocità d’esecuzione. Come diceva il Perozzi in Amici Miei. Come facciamo a finanziare una spesa inutile, dannosa e priva di alcun senso nel contesto economico attuale’ tagliamo i fondi a quelli che proteggono i confini e le strade, oltre a darci quel prestigio internazionale che ci serve per contrattare ai tavoli che contano. Tutto logico.

Un passo indietro. Perché la riforma dei centri per l’impiego è l’inutilità fatta norma di legge. I dati li conosciamo, 2 milioni di richieste e 37 mila posti trovati. Repubblica sostiene che sia perché manchi il lavoro, cosa ovviamente vera. Ma anche se vi fosse piena occupazione, io, da imprenditore, non andrei mai in un centro per l’impiego a prendere un dipendente. Perché? Perché i selezionatori non rispondono personalmente delle scelte fatte. Mi spiego: prendere un dipendente è come sposarsi. Se va male, la separazione può mandarti in bancarotta. È vitale, assolutamente vitale, vista la montagna di diritti che si acquista sul posto di lavoro che la scelta sia oculata.

E qui si pone il primo problema: preferisco pagare ed avere un professionista che esamina i curricula, mi toglie i soggetti problematici dalla lista e mi offre una serie di servizi collaterali oppure affidarmi ad un impiegato statale, che mi garantisce solo di essere in ufficio? E se non voglio pagare, in cosa sarebbe l’ufficio di collocamento rispetto a subito.it? Oppure alla rete di conoscenze che ho sul territorio. O dei gruppi Facebook di cerco/offro lavoro, che ormai spuntano come funghi. O di Linkedin, se voglio puntare più in alto. Insomma, è letteralmente una scelta sottoperformante. In un settore dove non posso permettermi errori.

Cosa vogliano fare per rendere competitivi questi relitti del tempo che fu, non è chiaro. Di sicuro sapremo che ogni euro speso sarà stato sottratto a qualcosa di avvero utile. Ed in coerenza con la filosofia generale del governo Conte: l’importante è la comunicazione, i fatti e la realtà sono contro di noi quindi vanno ignorati. E se si mettono di mezzo li spazzeremo via. Magari i centri per l’impiego potranno trovare un lavoro ai dipendenti delle ditte che falliranno perché il Governo non rispetterà gli impegni. In un magico circolo vizioso, per cui creo disoccupazione per finanziare misure che la dovranno, forse, in futuro, ridurre.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.