17 ottobre Giornata mondiale per la lotta contro la Povertà

Politica

Una giornata voluta dall’ONU  per ricordare e agire.

Ma non è semplice su grande scala: troppe le variabili nei territori, troppe le sfumature di sensibilità per chi è preposto alla gestione sociale nelle varie nazioni. E la povertà continua a trascinare il suo fardello di rinuncia, di disagio, di impotenza. Ma la povertà non è solo il paradigma di una condizione che può rassegnarsi ad essere miseria irreversibile, ma spesso attende un riscatto, una situazione favorevole per rimettersi nella comunità. Dietro la definizione c’è un mondo che chiede attenzione, rispetto, una mano tesa di condivisione. E il senso di questa giornata è per chi può determinare qualcosa per i deboli nei governi, nelle imprese, nelle aziende e nella propria anima. Oggi si dovrebbe capire, esaminare, progettare. I numeri danno l’indicazione di quanto sia grave e irrisolto il problema.

Per avere un’idea della complessità: in Italia si contano all’incirca 6 milioni e mezzo di persone sotto la soglia di povertà assoluta. Tale cifra sale a quasi 10 milioni se consideriamo anche la soglia di povertà relativa, un vero dramma sociale che colpisce oltre il 15% dei 60 milioni di abitanti e che non risparmia neanche le ricche e produttive città del nord. E chi sono questi nuovi poveri? Riferisce Eta Beta “ Nella recente audizione sulla Nadef davanti alle commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato, il Presidente dell’Istat Maurizio Franzini ha evidenziato come la povertà colpisca (nel 2017) il 6,2% dei cittadini italiani (3 milioni 349mila) e il 32,3% degli stranieri, quasi il 50% della totalità si trova al Sud. Il dato più alto dal 2005 ad oggi.
Giovani e maschi adulti parte di coppie o famiglie principalmente interessati dalla riduzione dell’occupazione. Così in molti casi l’unico reddito è rappresentato dal lavoro delle compagne o mogli che svolgono per lo più lavori part-time e a tempo determinato, l’unico welfare rimane quello familiare L’aumento del divario tra ricchi e poveri non è un fenomeno inevitabile, ma la conseguenza di scelte politiche il cui scopo era proprio quello”[Lecture alla Conferenza Internazionale sulle Diseguaglianze, 2-4 novembre 2017 Bologna].

Un augurio ai governanti perché lavorino per la crescita del proprio Paese e il conseguente lavoro diffuso riesca ad estirpare la povertà.

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